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Agrifood, Patuanelli: “Serve una logistica che funzioni con il Far East”

Trieste – “I rapporti con il Far East sono fondamentali per il nostro Paese, in particolare la distintività dei nostri prodotti ha bisogno di un’organizzazione di filiera logistica di distribuzione e di un rapporto tra produttore e consumatore che funzioni e che dia sviluppo alle nuove tecnologie”.

Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, in visita oggi al Terminal di FREEeste vicino a Trieste. Al ministro sono state presentate – spiega una nota di Interporto Trieste spa – le potenzialità di FREEeste come terminal di logistica integrata alle spalle del porto e anche come punto di appoggio per la logistica dell’agroalimentare del Nord Est verso i mercati emergenti del FarEast.

In particolare, è stato presentato uno studio in fase di sviluppo per il supporto alla logistica in esportazione del settore vinicolo creando, in regime di Punto Franco, una piattaforma specializzata a FREEeste integrata, attraverso il Porto anche con innovativi sistemi di “facilitazione commerciale”, alle catene di distribuzione logistica di oltremare.

“Oggi – ha aggiunto Patuanelli – la Fondazione Agrifood e Bioeconomy FVG ha illustrato un progetto logistico importantissimo che parte dal settore vitivinicolo ma che potrà aprirsi anche ad altri mercati. Questa iniziativa si può inserire a pieno nel grande progetto per la logistica integrata dell’Agrifood che abbiamo sviluppato nel PNRR; questo progetto per Trieste è certamente eleggibile per le risorse del piano nazionale e nelle prossime settimane faremo gli approfondimenti del caso”. 

“L’incontro con Patuanelli – ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino – è un segnale importante di attenzione verso il porto e le infrastrutture retroportuali. Si tratta di un primo passo con il quale intendiamo dare slancio e integrare le filiere produttive regionali con le attività che fanno capo al sistema logistico portuale di Trieste”.

Il presidente e ad dell’Interporto, Paolo Privileggio, ha confermato che “il terminal di FREEeste sarà definitivamente ultimato all’inizio del 2022, non appena sarà collegato ferroviariamente con la stazione di Trieste Aquilinia e da lì a tutta la rete nazionale e internazionale, ma già ad agosto saranno conclusi i lavori di costruzione dei piazzali e l’ammodernamento dei magazzini. L’investimento sarà realmente completo solo all’arrivo di nuovi insediamenti industriali che massimizzeranno l’utilizzo del Punto Franco Internazionale di Trieste e i suoi vantaggi doganali. La visita di oggi testimonia la strategicità delle nostre facilities per lo sviluppo dei traffici”.

Interporto di Trieste – ricorda la nota – ha acquistato a fine 2017 le aree di Bagnoli della Rosandra cedute da Wartsila Italia e battezzate con il regime di Punto Franco a inizio 2019. L’area si estende per circa 240.000 metri quadrati di cui 76.000 coperti ed è oggetto di un investimento per circa 22 milioni euro, reso possibile con l’aumento di capitale dei soci Friulia Spa, AdSP MAO e Camera di Commercio della Venezia Giulia e con finanziamenti reperiti sul mercato tramite il Fondo di Rotazione per le Iniziative Economiche (FRIE).