Energia e Ambiente L'intervista

Assistenza alle flotte, il caso Alfa Laval: “Così siamo riusciti a offrire un servizio a 360 gradi”

“Le nostre factory sono presenti in tutto il mondo, e avere a disposizione una rete globale ci consente di essere meno sensibili alle oscillazioni regionali”

Genova – Una nuova stagione turistica è alle porte, e tutte le flotte sono pronte ad accogliere milioni di ospiti sui ponti delle navi da crociera e dei traghetti. I problemi di extra-costi e di ritardi sulle forniture, dovuti allo scoppio della guerra in Ucraina, appaiono in parte superati, anche se c’è ancora molto da recuperare.

“Il problema degli extra-costi ci ha toccato poco”, riflette Stefano BarlaDivision Manager di Alfa Laval. “A livello industriale abbiamo subito dovuto far fronte a incrementi di costi che ci hanno imposto un cambiamento di proposizione sul mercato, ovviamente dovuto rispondere a tutti gli aumenti delle materie prime. Anche i prezzi dei nostri prodotti si sono alzati, ma abbiamo fatto tutto il necessario per assorbirli, per rendere comunque competitivi i prezzi delle nostre proposte.

Stefano Barla

Da sempre cerchiamo di rispondere a tutte le esigenze del cliente, assorbendo dove possibile i costi senza modificare la qualità del servizio o del prodotto stesso. Le nostre factory sono presenti in tutto il mondo, e avere a disposizione una rete globale ci consente di essere meno sensibili alle oscillazioni regionali, per quanto violente. I trend annuali sono comunque positivi, anche perché la clientela che Alfa Laval può vantare è altamente fidelizzata. Ci conosciamo ed esiste un rapporto di fiducia e umano, che consente anche di capire più approfonditamente le esigenze e le richieste. Da sempre preferiamo avere un rapporto trasparente, che ci consente di avere un ritorno in credibilità”.

Con oltre 65.000 navi operative in tutto il mondo, il mercato ha un continuo bisogno di essere supportato da aziende del calibro di Alfa Laval, in grado di fornire un’assistenza tecnica a 360 gradi su tutte le tipologie di macchinario. “Esattamente, anche perché le interazioni tra i vari settori sono sempre più rapide, e così le soluzioni sono più variegate. Dobbiamo essere pronti ad assistere il cliente con diverse attività, che possano rispondere tempestivamente alle sue richieste. A livello di novità, abbiamo ad esempio nuovi prototipi di soluzioni dedicate al Carbon Capture, in grado di catturare la CO2 che viene emessa durante il viaggio della nave per creare metanolo direttamente a bordo. Se parliamo di sostenibilità, il nostro focus, come azienda global, è quello di riuscire a chiudere il ciclo delle emissioni direttamente a bordo. Una sfida avvincente, anche perché significa immaginare e applicare la tecnica a problemi complessi. Se anche parliamo di sistemi per la propulsione e non per la generazione di energia del motore, significa credere nella circolarità dell’energia stessa. Questa è la logica che ci ha spinto a creare i sistemi “OceanGlide” e “OceanBird“, ma anche il nuovo dissalatore di bordo, in grado di avere quindi un recupero totale delle acque. Tutti gli investimenti portati avanti anche per il settore di ricerca e sviluppo sono basilari per stare sul mercato anche nel prossimo futuro. Le recenti acquisizioni di altre società, come StormGeo, ci consentono di traguardare il presente, mettendo in relazione le competenze acquisite e gli sviluppi tecnici che andiamo a creare nei nostri siti produttivi”.

Il 27 giugno prossimo, dalle 14.30 alle 17.30, Alfa Laval presenterà i suoi sistemi Oceanbird e Oceanglide, insieme ai rispettivi manager, all’Ocean Live Park di Genova, allestito per l’arrivo in città della Ocean Race.