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Allied: mercato dry bulk in crescita sino a fine anno. Dal 2021 in poi si naviga a vista

Milano – Le prospettive di crescita del mercato dry bulk dal 2021 in poi potrebbero avere il fiato corto. Mentre i contratti futures indicano che un miglioramento è probabile da qui sino alla fine dell’anno, lo stesso non si può dire per l’inizio e il prosieguo di quello successivo. Almeno è quanto prevede nel suo ultimo bollettino settimanale il broker Allied Shipbroking, il quale ha affermato che “con le vacanze estive appena passate, il dibattito ora si sposta sui prossimi mesi e su cosa possiamo aspettarci dal mercato dry bulk”. Partendo da un punto fermo: nel periodo estivo, sia lo slancio al rialzo dei noli che il notevole recupero del sentiment hanno lasciato spazio a prospettive relativamente rialziste.

Secondo Thomas Chasapis, analista di Allied, “un buon punto di partenza per capire l’andamento del mercato potrebbe essere uno studio più approfondito degli indicatori che in questo momento supportano una prospettiva rialzista per il mercato dry bulk da qui sino alla fine 2020”. “Innanzitutto – dice Chasapis -, iniziamo ad osservare le forti tendenze degli utili registrate negli ultimi 3 mesi. Il percorso della ripresa è stato enfatico, con i dati del TCA (Transaction Cost Analysis) di riferimento che hanno raggiunto i massimi dall’inizio dell’anno”.

Numeri alla mano, il valore medio di 3 mesi di Capesize 5TC è ora superiore a 20,00 US $ / giorno, quello del TCA Panamax è salito in agosto avvicinandosi a 15.000 US $ / giorno, sempre nello stesso mese il valore medio del TCA Supramax è stato quasi il doppio rispetto a quello di maggio. Anche se il segnale inopinabile del trend rialzista del mercato è arrivato negli ultimi 4 mesi dal segmento Handysize. “Nello stesso tempo, i guadagni ottenuti dai noli nel 3° trimestre dell’anno (almeno fino ad oggi) si sono materializzati senza eccessivi rischi – sottolinea l’analista -. Una semplice occhiata al coefficiente di variazione delle tariffe di nolo (un indicatore abbastanza attendibile per verificare l’impatto della volatilità del mercato) delinea un aumento generalizzato in tutti i principali indici di noleggio per i diversi segmenti dimensionali”.

L’analista di Allied ha anche osservato che “nonostante questo diffuso sentimento positivo che attraversa il settore dry bulk, ci sono ancora molti parametri e segnali preoccupanti all’orizzonte che dovrebbero essere menzionati”. Ad esempio, fa notare Chasapis, “nel mercato dei derivati FFA (Forward Freight Agreement), le prospettive positive si concentrano solo sulla restante parte dell’anno, mentre da gennaio in poi potrebbero esserci correzioni al ribasso”. Non solo: “Anche dopo la prima parte del prossimo anno, che è tradizionalmente soggetta a pressioni negative stagionali, vediamo ancora un dato relativamente basso dei potenziali rendimenti medi futuri. Questo è evidente ormai da molti mesi anche nei contratti a lungo termine”, puntualizza Chasapis. Che conclude: “Considerando tutto quello che sta accadendo, è piuttosto difficile fare ipotesi troppo dettagliate per il momento. Molto dipenderà da come evolveranno le cose a causa della pandemia”.