cantieri Crociere

Appello di Vago, MSC Crociere, al ministro Salvini: “Sulle infrastrutture occorre fare molto di più. E maggiore attenzione all’armamento”

Monfalcone – Più attenzione al settore dell’armamento e la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla crescita del settore marittimo. Il presidente esecutivo di MSC Crociere, Pierfrancesco Vago, genero di Gianluigi Aponte, si rivolge direttamente al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, seduto in platea, alla cerimonia di consegna della MSC Seascape, la più grande nave da crociera mai costruita in Italia, gemella della Seashore. “Sulle infrastrutture occorre fare molto di più – dice Vago – Perché gli sforzi degli armatori rischiano di essere vanificati se nei porti non si trovano banchine elettrificate né rifornimenti di Gnl e di idrogeno. Rischiamo di mettere in crisi interi settori”. MSC occupa in Italia 15mila dipendenti, 40mila con l’indotto. “Auspico che il cruciale lavoro per la crescita dell’Italia supporti il nostro percorso e i nostri sforzi”.
Insiste Vago: “Occorre più formazione per gli equipaggi, più sforzi per la cybersecurity. Dobbiamo assumere migliaia di persone nel settore tecnologico, ma non riusciamo a trovarle. Shipping, logistica e trasporti necessitano di grandissimi investimenti e si basano su programmi di spesa pluriennali, quindi serve stabilità politica e costante presenza in Europa, perché, come Francia e Germania, l’Italia svolga un ruolo da protagonista. Gran parte dei temi dello shipping vengono decisi lì”.
Vago sottolinea che in Europa si fissano talvolta obiettivi ambiziosi, anche astratti, ma senza investire in modo adeguato nella ricerca per conseguirli, come nel caso del pacchetto fifty for fifty five. “Occorrono – spiega – tavoli tecnici per capire come arrivare a queste soluzioni”.
Infine, Venezia e l’annoso problema delle navi da crociera in laguna. “Serve una soluzione definitiva per le navi da crociere a Venezia. Il repentino cambiamento delle rotte ha causato danni. Abbiamo chiesto una soluzione alternativa, ma è difficile da individuare”.
Nel suo intervento, Vago spezza una lancia a sostegno dei lavoratori dello stabilimento Wartsila, chiuso dalla proprietà finlandese. “Rivolgo un pensiero ai mille dipendenti della Wartsila di Trieste, mi sono speso personalmente per scongiurare la chiusura della fabbrica, che ritengono essere uno dei più prestigiosi siti produttivi per il comparto. Per l’Italia sarebbe una gravissima perdita rinunciare a quella fabbrica nella sua filiera”.