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ART: “Trasporti, segnali di ripresa. Si paghino pure i contributi”. Il coraggio di essere miopi / Il caso

Roma – Un decina di righe che sicuramente scateneranno un vero putiferio. Sono riportate nero su bianco sul sito dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, meglio conosciuta con l’acronimo ART, secondo la quale l’emergenza Sars-Covid-19 nel nostro Paese ha fatto sfracelli, eccetto che per un settore: il trasporto. Quel settore che ART, dall’alto della sua autorità, dovrebbe preservare. Invece, come è riportato sul suo sito, “l’emergenza ha prodotto effetti anche sulla libera circolazione di persone e merci. Tuttavia, proprio nei trasporti, prima che in altri settori, sono attesi segnali di ripresa in ragione della funzione essenziale di servizio a favore di imprese, utenti e passeggeri”.

Probabilmente, nei pianti alti di ART non hanno sentito in queste settimane il grido di allarme di tutte le associazioni di categoria del macro-cosmo dei trasporto – ferro, gomma, mare – che denunciano ai quattro venti che sono migliaia le imprese al collasso, tantissime rischiano il fallimento. Perché il nostro Paese, a parte i servizi essenziali e di prima necessità, è in lockdown da settimane. ART, a quanto pare non è consapevole di tutto ciò, visto che riporta ancora sul suo sito che “non essendo stati disposti per legge provvedimenti che differiscano o sospendano la richiesta di versamento del contributo annuale, si dà avviso che nella sezione “Contributo per il funzionamento” anno 2020 del sito web sono pubblicate le informazioni per la dichiarazione e il versamento del contributo relativo al corrente anno dovuto dagli operatori economici del settore del trasporto, con prima scadenza il 30 aprile”.

Non è uno scherzo, è tutto vero. La prima associazione a sentire puzza di bruciato è stata Confetra che, con un post su twitter, ha scritto incredula: “In Italia tutti gli oneri fiscali ed amministrativi, per tutte le imprese, sono stati rinviati dal DL Cura Italia. Tranne la gabella per ART. Complimenti!”. A stretto giro, è scesa in campo anche Raffaella Paita, capo gruppo di Italia Viva in Commissione Trasporti alla Camera: “Non è chiaro su quali basi l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti intraveda i ‘segnali di ripresa’ all’interno del settore che giustifichino la conferma dell’annuale ‘contributo per il funzionamento”. Paita ha ribadito un concetto, chiaro a tutti, eccetto che ad ART: “La circolazione e le attività del trasporto al momento sono bloccate. Le incertezze che gravano sulla ripresa non offrono alcuna garanzia rispetto a una imminente recupero. L’unica certezza è che molte imprese sono già in ginocchio a causa della paralisi economica. Ci pare per questo doveroso sospendere, anziché confermare, il contributo richiesto dall’autorità che dovrà essere sostenuta, per le sue importanti funzioni, direttamente dallo Stato”.

In attesa che ART si ravveda, è probabile che nelle prossime ore pioveranno sul Lingotto di Torino, dove risiede l’Autorità, fiumi di critiche. Perché il Covid-19 c’è, esiste ancora, e i suoi effetti saranno devastanti per mesi e anni. Ma per ART i trasporti sono in ripresa. Non è uno scherzo, è tutto vero!