Cargo Green&Tech Porti

Assogasliquidi: “Consumi GNL +23% nel 2020, decuplicati nel trasporto marittimo”

Per incentivare l’uso del gas naturale liquefatto via mare occorrono idonee tariffe portuali per agevolare i mezzi dedicati, oltre a provvedimenti premianti per le flotte navali”.

Milano – Nel 2020 i consumi di GNL sono aumentati del 23% rispetto all’anno precedente nonostante la crisi pandemica, attestandosi su volumi pari a circa 131.000 tonnellate. A rilevarlo sono le elaborazioni di Assogasliquidi-Federchimica, presentate oggi in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione che ha confermato per il prossimo triennio Andrea Arzà come presidente di Assogasliquidi e, come presidenti dei gruppi merceologici, Matteo Cimenti (presidente gruppo GPL combustione), Marco Roggerone (presidente gruppo GPL autotrazione) e Giacomo Fabbri (presidente Gruppo GNL).

In dettaglio, la crescita del gas naturale liquefatto è dovuta all’incremento della domanda per il trasporto stradale pesante, pari ad oltre 88.000 tonnellate (circa il 67% dei consumi totali) e per quello marittimo, più che decuplicato, grazie alla prima esperienza di bunkeraggio ship to ship effettuata nel porto di La Spezia.

Per quanto riguarda l’infrastruttura di distribuzione, l’Italia è il primo Paese in Europa, con una rete di ben 102 punti vendita, seguita dalla Spagna con 67 distributori. Nonostante la crisi, nel corso del 2020, si è registrato un marcato aumento depositi per distributori GNL-GNL, con un incremento di circa il 34% rispetto al 2019. E ancora di più cresce la flotta circolante terrestre con 3.000 camion immatricolati in Italia (circa +43%), e 500 mezzi transfrontalieri. Nei primi quattro mesi del 2021 si registra un boom delle immatricolazioni di autocarri con 706 nuove unità pari ad un +84%.

Per valorizzare appieno il potenziale del GNL, secondo Assogasliquidi-Federchimica, è necessario supportare lo sviluppo delle infrastrutture nazionali anche con apposite misure di sostegno agli investimenti. In particolare, “nel trasporto marittimo occorrono idonee tariffe portuali per agevolare i mezzi alimentati a GNL, oltre a provvedimenti premianti per le flotte navali alimentate a GNL e la realizzazione di unità navali (bettoline) adeguate ai servizi di Small Scale e per il rifornimento ship to ship”

Nel trasporto stradale pesante è necessaria invece “la conferma delle misure di supporto all’acquisto dei mezzi (con un attenzione maggiore in termini di differenziali dell’incentivo rispetto alle motorizzazioni tradizionali), ma anche la definizione di misure strutturali che incidano positivamente sull’economia d’uso dei mezzo, quale ad esempio la riduzione dei pedaggi autostradali per i veicoli alimentati a GNL (come peraltro già avvenuto in altri Paesi dell’Unione Europea)”. Per gli usi industriali, “occorre favorire l’impiego del GNL negli impieghi off-grid (le utenze non servite dalla rete distributiva), anche con misure premiali per volumi di bioGNL”

Biocarburanti: BioGPL e BioGNL

E a questo proposito, nella strategia delle imprese associate in Assogasliquidi, è considerato centrale lo sviluppo della produzione di questi prodotti, già disponibili e già inseriti nella filiera complessiva, tanto da essere oggetto degli obiettivi fissati dal PNIEC, a sua volta richiamato nel recente Decreto semplificazioni che stabilisce anche la governance del PNRR: infatti, le opere, impianti e infrastrutture collegate allo sviluppo di GPL e GNL (ed i loro sviluppi bio e rinnovabili) sono classificati come strategici, in quanto “interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti”.

“Ci rivolgiamo ai nostri rappresentanti politici nazionali ed europei – commenta Andrea Arzà presidente di Assogasliquidi-Federchimica – affinché supportino coerentemente la crescita del GPL e del GNL. I segnali che arrivano dalla Commissione Europea non sono positivi: gli aggiornamenti della direttiva DAFI sulla realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi e quelli della direttiva ETD sulla “carbon tax” potrebbero subire modifiche tali da non valorizzare correttamente i benefici derivanti dall’impiego dei prodotti gassosi. Questa sarebbe una sconfitta per il nostro Paese perché colpirebbe molte aziende e le circa 28.000 persone che ci lavorano.

Se, al contrario, le nostre imprese potessero investire con la sicurezza di non veder poi cambiare la strategia politica, i gas liquefatti accompagnerebbero la transizione energetica e il processo di decarbonizzazione garantendo contemporaneamente la sostenibilità economica e sociale del processo. E gli investimenti pubblici e privati consentirebbero di incrementare la produzione bio e rinnovabile, sino a coprire nel medio-lungo periodo l’intera domanda di prodotti gassosi. BioGPL e BioGNL sono già una realtà che non richiede alcuna trasformazione dei mezzi e dell’infrastruttura che oggi impiegano GPL e GNL.