Interviste

Authority dello Stretto, Mega: “A settembre la nomina del segretario generale e al lavoro per costruire il Piano regolatore di sistema portuale”

“Da settembre metteremo le basi per costruire il Piano regolatore di sistema portuale. Per il momento, con il Piano operativo triennale (POT), abbiamo delineato la strada maestra da seguire che si fonda su due asset principali: sviluppo dell’intermodalità per le merci e miglioramento dei servizi per i passeggeri. Il passaggio successivo sarà quello di individuare gli interventi infrastrutturali strategici su cui puntare e l’entità delle risorse necessarie per finanziarli”.

Dal Salento, dove sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, Mario Paolo Mega, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, è comunque operativo e decide di parlare con ShipMag delle prossime sfide che lo attendono. A partire dalle grane giudiziarie legate alla sua nomina al vertice dell’ente: “E’ stato un iter lungo e irto di ostacoli perché sul mio nome non è stata trovata l’intesa con le Regioni. Per questo motivo, sono ancora sub iudice a causa del ricorso presentato dalla precedente amministrazione della Regione Calabria: l’8 settembre è prevista l’udienza in Corte Costituzionale – spiega Mega -. Ci sono poi altri ricorsi presentati al TAR dal presidente Nello Mesumeci nei confronti della mia nomina e del decreto del Consiglio dei ministri che ha deciso di ratificarla confermando la designazione del MIT e respingendo l’impugnazione presentata dalla Regione Sicilia”.

Nonostante le frizioni politiche, Mega è andato avanti a testa bassa e ha portato a casa due risultati importanti: “Sapevo che la mancata intesa con le Regioni mi avrebbe creato qualche problema, alla fine però siamo arrivati alla nomina del Comitato di gestione i primi di maggio. E abbiamo licenziato il POT all’inizio di agosto”. Ora, mancano ancora due tasselli per completare il puzzle. La nomina del segretario generale: “Sono arrivate circa una trentina di candidature, tra qualche giorno le valuterò. Confido che entro il mese di settembre si possa individuare il nome”. E quella del membro della Regione Sicilia nell’organo collegiale dell’Authority: “Ci sarà ancora da aspettare, però mi sento spesso con l’assessore ai Trasporti Marco Falcone, con il quale c’è sintonia, e poi la Regione ha assicurato la piena operatività dell’ente. Al momento, è questo che conta”, taglia corto Mega.

Nel frattempo, il presidente ha messo a segno l’approvazione del POT: il documento di programmazione che traccia le linee di intervento su cui l’ente sarà impegnato nel prossimo triennio. C’è riuscito ottenendo il voto unanime dell’Organismo di Partenariato e del Comitato di gestione, “Sono soddisfatto del risultato ottenuto perché è stato raggiunto attraverso un percorso iniziato il giorno del mio insediamento – sottolinea Mega -. E’ stato un lavoro intenso che ha coinvolto in un primo momento le principali istituzioni e stakeholder del territorio. Quando sono state raccolte tutte le istanze, abbiamo poi redatto la versione definitiva del documento, il primo che riguarda tutti i porti dello Stretto. Non solo: il documento traguarda gli obiettivi di integrazione della modalità di trasporto marittimo con quello ferroviario ed aereo che costituiscono un elemento fondamentale per avviare un reale sviluppo dei territori costieri”.

Intanto, sullo sfondo il convitato di pietra non è più il Ponte sullo Stretto ma il Tunnel sottomarino che dovrebbe collegare la Sicilia al continente: il progetto è al vaglio del MIT, ed è considerato dal premier Giuseppe Conte un “miracolo di ingegneria”. “Del collegamento fisso sullo Stretto ormai si parla da cento anni, la verità è che il Ponte o il Tunnel da soli non risolvono nessun problema, diventano strategici se invece vengono inseriti all’interno di un programma infrastrutturale complessivo”. Se al momento il Tunnel sottomarino resta un’ipotesi remota, per Mega i problemi in agenda sono evidentemente altri: come dare ristoro agli operatori del porto colpiti duro dal Covid-19 con misure di sostegno. “Ieri, con il mio staff, abbiamo delineato i contenuti che inseriremo nel decreto con cui avvieremo le procedure amministrative per liberare le risorse in favore dei concessionari che hanno avuto un calo del fatturato – anticipa il presidente -. Nei prossimi giorni, tutti gli operatori riceveranno una nota con le disposizioni regolamentari per fornirci i dati dei rispettivi fatturati. Abbiamo le risorse disponibili per intervenire già all’interno di questo bilancio. Daremo risposte concrete verso la prima metà di ottobre”.

I segnali positivi però non mancano: “Durante il lockdown, il trasporto merci non si è mai fermato. Quello passeggeri invece ha subito un fisiologico contraccolpo, ma queste settimane sono ripresi i flussi turistici in modo intenso e i dati ufficiosi ci dicono che i collegamenti con le isole sono maggiori rispetto al 2019”. Le crociere? “Nella prima fase della ripartenza non ci siamo, ma da ottobre rientreremo anche noi nel circuito crocieristico”, conclude Mega.