Green&Tech Logistica

Automazione e tracciamento: così Pfizer ha potenziato la logistica del vaccino

Puurs – A fronte di un’operazione che non ha precedenti nella storia, l’azienda farmaceutica Pfizer, sviluppatrice di uno dei vaccini contro il Covid-19 insieme alla società biotecnologica tedesca BioNTech, ha rafforzato i propri processi logistici per far fronte alla forte domanda del vaccino in tutto il mondo. Ma come?

Più spazi e più automazione
Pfizer ha raddoppiato le dimensioni degli stabilimenti per ridurre il tempo di produzione e aumentare la resa. Non solo: ha introdotto nuove linee di confezionamento ad alta velocità per aumentare la quantità di spedizioni giornaliere. Con l’obiettivo di triplicare la produzione del vaccino, l’azienda farmaceutica ha aggiunto in questi mesi ulteriori spazi nel suo laboratorio di Puurs (Belgio) e ha ampliato il numero dei fornitori.

L’azienda americana ha spiegato che queste misure sono state rese operative nel primo trimestre dell’anno, da quando è stato avviato il processo di vaccinazione su scala mondiale. È in Belgio che il vaccino viene realizzato: si tratta del principale centro di fornitura per l’intera Europa. Sebbene il più comune sia il trasporto stradale e aereo, attraverso diversi partner logistici, è stata anche potenziata la strategia di distribuzione via nave. 

La complessità della logistica
Una ulteriore complessità dell’operazione – che non ha precedenti nella storia –  risiede nel fatto di dovere sincronizzare le spedizioni dei vaccini con la consegna del kit ausiliario che contiene le scorte necessarie per somministrarlo. La forte domanda da parte dei paesi europei, tutti in procinto di vaccinare la maggior parte della loro popolazione, ha reso necessario al già citato aumento di capacità dello stabilimento di Puurs: “È di gran lunga la più grande espansione di capacità nella storia di Pfizer e, probabilmente, nella storia dell’industria farmaceutica ”, precisano dall’azienda. I tempi di preparazione delle fiale sono stati ridotti di quasi il 50%: in linea di massima si è passati da 110 a meno di 60 giorni per spedizione.

Il freddo e una catena che non può spezzarsi
Il vaccino Pfizer / BioNTech Covid-19 deve essere conservato in un congelatore ultra freddo a temperature comprese tra -80ºC e -60ºC e può essere conservato a questa temperatura per un massimo di sei mesi. Al momento della spedizione, i vaccini viaggiano in un contenitore termico “appositamente progettato, che può essere utilizzato come deposito temporaneo fino a 30 giorni, e che va riempitp di ghiaccio secco ogni cinque giorni”, sottolinea l’azienda. “Questi caricatori termici specializzati hanno all’incirca le dimensioni di un bagaglio a mano e possono pesare poco più di 36 chilogrammi a pieno carico”. L’azienda ha recentemente annunciato che, prima di essere miscelato con un diluente salino, il vaccino può anche essere refrigerato per un massimo di cinque giorni alla temperatura standard compresa tra 2ºC e 8ºC.

Il tracciamento via GPS
In queste circostanze, non solo Pfizer è stata costretta a innovare i propri stabilimenti in termini di confezionamento e conservazione, ma la stessa procedura è stata introdotta dai destinatari dei vaccini, che si sono dotati di congelatori per mantenere il vaccino a una temperatura media di circa -70 ° C. “L’intenzione è quella di utilizzare i partner di spedizione strategici di Pfizer per inviare i vaccini per via aerea verso i principali hub all’interno di un paese o di una regione, e via terra alle singole località di distribuzione”, spiega Pfizer. Per evitare che questa catena del freddo si interrompa, vengono utilizzati sensori termici con GPS per tracciare la posizione e la temperatura di ogni spedizione attraverso percorsi prestabiliti. “Questi dispositivi consentono a Pfizer di prevenire in modo proattivo le deviazioni indesiderate e di agire prima che si verifichino”.

Finora Pfizer ha distribuito 232 milioni di dosi del vaccino Pfizer / BioNTech Covid-19 nel mondo (84 paesi in totale), di cui 62 milioni all’Unione Europea secondo l’accordo stabilito tra l’azienda farmaceutica e la Commissione. Guardando a maggio, Pfizer prevede di produrre circa 100 milioni di dosi al mese “con un miglioramento significativo e continuo nei prossimi mesi”, come previsto.

Le cinque fasi del vaccino
1. Il principio attivo dell’RNA messaggero raggiunge lo stabilimento di Puurs (Belgio) attraverso i fornitori di Pfizer.
2. Il vaccino a RNA messaggero è ottenuto attraverso una serie di processi industriali.
3. Il vaccino viene diluito alla concentrazione corretta e le fiale sterili vengono riempite e sigillate.
4. Il vaccino è sottoposto a un’ispezione completa prima di essere trasferito alle linee di confezionamento.
5. Infine, i contenitori imballati vengono spostati dai congelatori di stoccaggio (che si trovano a una temperatura di meno 70 gradi) nei contenitori di spedizione pieni di ghiaccio secco.