Lavoro

Autoproduzione, ANCIP: “Fare chiarezza su quanto accaduto a Genova”

Guardia costiera porto antico Genova

Roma – “In Italia si sta facendo, purtroppo, strada un movimento assurdo che nega l’esistenza di pandemie e i conseguenti obblighi ad indossare, ad esempio, le mascherine. Apprendiamo ora, sconcertati, che esiste anche nella portualità italiana chi sta deliberatamente sfidando il nostro Stato, infrangendo una legge e, conseguentemente, delegittimando il potere esecutivo del Parlamento italiano“. Lo scrive ANCIP in una nota.

“E’ di queste ore, infatti, la notizia che nel porto di Genova un vettore armatoriale in spregio e in piena violazione delle disposizioni normative di cui all’art. 199 bis della legge 17 luglio 2020, n. 77 e del Regolamento (UE) n. 2017/352 del Parlamento e del Consiglio del 15 febbraio 2017 si è “auto-autorizzato” ad effettuare l’autoproduzione delle operazioni di rizzaggio dei trailer a bordo di una nave Ro-ro. Questi atteggiamenti vanno stigmatizzati e condannati poiché vanno a penalizzare fortemente il sistema, regolato dalla legge 28 gennaio 1994, n.84, delle imprese portuali italiane autorizzate ai sensi degli artt. 16 e 18 della medesima legge, ripercuotendosi sull’occupazione e sulla qualità della vita dei loro dipendenti. Atteggiamenti che si ripercuotono anche alle imprese art.17, unici soggetti giuridici autorizzati a fornire manodopera altamente formata e specializzata nei porti. Accanirsi contro una Legge il cui principale scopo non è altro che elevare la qualità del lavoro, i livelli di sicurezza e la possibilità di operare delle imprese italiane soprattutto in un momento di grave difficoltà economica e di crisi dei traffici, è un atteggiamento che mette in risalto l’arroganza e il disinteresse da parte di chi tende a destabilizzare il sistema portuale italiano alla luce di meri interessi economici che nella fattispecie sono anche estremamente risibili”.

“Auspichiamo che venga fatta chiarezza su quanto avvenuto a Genova e chiediamo che le Autorità preposte al controllo e alla vigilanza esplichi o le dovute indagini, facendo sapere cosa realmente sia accaduto ed eventualmente applicare i dovuti provvedimenti nei confronti del vettore marittimo. Siamo ancora uno Stato di diritto, ergo, la Legge va fatta ispettare“.