Lavoro Porti

Autoproduzione, caso GNV: la ministra De Micheli delude i deputati del PD

Roma – “Le navi in casi specifici previsti da norme possono attuare in autonomia operazioni tecniche senza l’ausilio dei servizi portuali e autorizzate” (…). “Quanto al previsto decreto attuativo informo che è in via di definizione il contenuto dello stesso, già oggetto di un confronto molto positivo con le associazioni datoriali e organizzazione sindacali in data 9 ottobre”(…).

Sono i due passaggi più significativi dell’intervento della ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che ha risposto, senza prendere una posizione, all’interrogazione parlamentare presentata dal gruppo PD alla Camera, primo firmatario l’onorevole Davide Gariglio, durante il “question time” odierno. Oggetto della discussione gli episodi avvenuti nel porto di Genova la notte del 7 ottobre a bordo della nave traghetto “Superba” del gruppo GNV, quando – si presume- le operazioni portuali di rizzaggio dei veicoli sarebbero state svolte da lavoratori marittimi, anziché dai lavoratori portuali dell’impresa autorizzata nel porto di Genova. Il fatto si sarebbe ripetuto nella giornata di sabato 10 ottobre ad opera del personale della nave “Fantastic” del gruppo GNV. In quella occasione, i marittimi avrebbero effettuato un’operazione portuale consistente nel girare le maniglie delle zampe dei trailer.

“Siamo parzialmente soddisfatti e parzialmente insoddisfatti”, ha replicato Davide Gariglio. “Nel senso che ci chiediamo che cosa deve attendere ancora la Capitaneria di porto per accertare quello che è successo”. E’ solo la premessa che anticipa un duro affondo da parte del deputato PD: “Le operazioni di autoproduzione come dice lei correttamente possono avvenire unicamente se sono autorizzate solo se la richiesta viene fatta. E questa può essere fatta solo quando il porto non abbia una struttura di personale dei terminal o delle compagnie portuali idonee a farlo. Ma noi parliamo del porto di Genova, del più grande porto del Mediterraneo, è assolutamente attrezzato per fare quelle operazioni. Quindi, in quel caso, c’è stata una palese violazione di legge perché non era stata chiesta l’autorizzazione ad opera della nave di fare operazioni portuali. E qui c’è un problema: le leggi del Parlamento italiano, votate da questa Camera con un emendamento al decreto 34, non possono essere impunemente sfidate. Non solo da armatori di comodo ma da armatori che in questo caso battono bandiera italiana e sono sovvenzionati da questo Stato. La situazione è inaccettabile, mette a rischio i lavoratori marittimi che non sono attrezzati, mette a rischio la sicurezza della nave e danneggia le imprese portuali che pagano le tasse e pagano le concessioni per stare nei porti e per fare un lavoro che si vedono sottratto dai lavoratori degli armatori. Chiediamo che il ministero applichi la norma celermente con un decreto ministeriale perché ha la grande occasione di mettere ordine nel mercato e far sì che i marittimi facciano i marittimi, i portuali facciano i portuali, e ci sia sicurezza per gli uni e per gli altri, per le navi e i passeggeri”.

Qui di seguito, l’intervento integrale della ministra dei Trasporti, Paola De Micheli:

“In tema di autoproduzione dei servizi portuali, l’art. 199 bis del decreto legge 34/2020, ha previsto in particolare che ove non sia previsto soddisfare la domanda di svolgimento delle operazioni portuali mediante le imprese autorizzate, ai sensi dell’art.16 della legge 84/94, né tramite ricorso all’impresa e all’agenzia per la fornitura di lavoro portuale temporaneo prevista all’art. 17 della stessa legge, la nave è autorizzata a svolgere le operazioni in regime di autoproduzione alle seguenti condizioni: che sia dotata di mezzi meccanici adeguati, che sia dotata di personale idoneo e aggiuntivo rispetto alla tabella di sicurezza e di esercizio della nave e dedicato esclusivamente allo svolgimento di tali operazioni, che si stato pagato il corrispettivo e sia stata prestata idonea cauzione. Quanto al previsto decreto attuativo informo che è in via di definizione il contenuto dello stesso, già oggetto di un confronto molto positivo con le associazioni datoriali e organizzazione sindacali in data 9 ottobre. In relazione agli episodi richiamati all’atto in discussione sulla base degli elementi forniti dalla Capitaneria di porto di Genova rappresento che in data 10 ottobre 2020, gli ispettori dell’AdSP contattavano il personale della Capitaneria rappresentando di essere intervenuti a bordo della nave Fantastic di GNV, a seguito di una segnalazione dei delegati sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori portuali della Compagnia Unica del porto di Genova nella quale veniva riferito di un possibile svolgimento da parte del personale di bordo di alcune attività in regime di autoproduzione. Giunti sul posto, i militari della Capitaneria procedevano all’acquisizione delle informazioni del caso dalle persone emergenti dalle quali emergeva che le operazioni di carico della nave Fantastic di GNV si erano svolte nel corso della mattinata e che le operazioni di assicurazione del carico alla struttura della nave, tramite vincoli per impedirne lo spostamento di navigazione, aveva provveduto il personale della Compagnia Unica. I marittimi imbarcati sulla nave avevano invece provveduto alle operazioni di sollevamento e abbassamento dei semi rimorchi. In presenza dei militari della Capitaneria, con l’accordo degli operatori della Compagnia Unica, del comandante della nave e dei rappresentanti dell’armatore, è stato effettuato il carico e la conseguente operazione di assicurazione di un container contenenti i bagagli dei passeggeri. Acquisite le informazioni e approvate le operazioni di carico, la nave lasciava il porto alle 1540. La Capitaneria di porto riferisce che sono ancora in corso di svolgimento gli accertamenti relativi all’episodio sopra descritto”.