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Autoproduzione, il Tar della Liguria dice no a Gnv e lancia un chiaro messaggio al Garante

La sentenza contesta la relazione del Garante per il Mercato e la Concorrenza in cui veniva affermato che l’Emendamento Gariglio, fortemente voluto da tutto il cluster portuale, avesse profili di distorsione del principio di concorrenza

Genova – Una sentenza che nel settore si definisce già “storica”. La compagnia Gnv è risultata, nuovamente, sconfitta in sede di Tribunale Amministrativo ligure a proposito della volontà di effettuare operazioni portuali in autoproduzione utilizzando personale marittimo imbarcato.

La novità di questa pronuncia è che per la prima volta un Tribunale della Repubblica italiana ha chiarito in punta di fatto e di diritto che la norma di cui all’articolo 199-bis DL 34/2020, conosciuta nel mondo portuale come “Emendamento Gariglio”, che regola l’istituto dell’autoproduzione delle operazioni portuali non è assolutamente in contrasto ma perfettamente compatibile con il diritto unionale tra cui il diritto alla concorrenza. La sentenza è disponibile a questo indirizzo.

Sentito telefonicamente, Davide Gariglio, capogruppo PD in commissione trasporti della scorsa legislatura ha affermato che “la sentenza del TAR Liguria ha certificato un percorso, giusto e virtuoso, che abbiamo intrapreso durante la passata legislatura sfociato poi con la norma che regola l’autoproduzione”.  “Particolarmente interessante – continua Gariglio – è sicuramente il fatto che il Tribunale ha statuito ciò che abbiamo sempre sostenuto e difeso: la norma in questione è perfettamente in linea con il Diritto dell’Unione europea”.

Una sentenza che ha inoltre sconfessato la famosa relazione del Garante per il Mercato e la Concorrenza in cui veniva affermato che la norma, fortemente voluta da tutto il cluster portuale, avesse non meglio specificati profili di distorsione del principio di concorrenza. “Confido che l’AGCM non continui questa inutile crociata contro una norma legittima – conclude Gariglio – ma inizi ad analizzare le grandi concentrazioni di potere che stanno già condizionando e distorcendo la concorrenza nelle operazioni e nei servizi portuali negli scali italiani”.