L'intervista

Becce: “Sospensione dei canoni, il MIT ascolti i terminalisti. L’art. 199 così non va, troppe incertezze per le AdSP”

“Ci sono 3 miliardi per Alitalia, 200 milioni per le Ferrovie dello Stato, 140 milioni per i monopattini e solo 10 milioni per i porti. Per tutti i porti, non per ogni singolo porto. Questo sia chiaro, perché in merito nei giorni scorsi c’è stata un po’ di confusione. Se fosse stato il contrario, il sistema portuale italiano avrebbe beneficiato di una potenza di fuoco da 150 milioni di euro per la riduzione temporanea e parziale dei canoni concessori. Il gettito totale è di 170 milioni, troppa grazia”.

Luca Becce, presidente di Assiterminal, la principale associazione italiana dei terminalisti portuali, è un fiume in piena perché considera un’elemosina quei 10 milioni assegnati ai porti nel DL Rilancio. Nasce da qui la sua provocazione di ieri nei confronti del Ministero dei Trasporti (MIT) di “tenerseli quei soldi per destinarli al bonus monopattini, visto che il governo ci crede molto”. A 24 ore dal suo sfogo e dopo il confronto a distanza di oggi con il MIT, Becce prova a guardare avanti: “Abbiamo ripetuto le nostre richieste in favore delle imprese concessionarie dei terminal ex art. 18, delle imprese autorizzate ex art. 16 e delle attività gestite dalle Stazioni Marittime art. 30”.

Quali sono?

“Le nostre richieste riguardano la riduzione temporanea e parziale dei canoni concessori. Avevano anche illustrato al MIT un criterio: cioè, di rendere questa riduzione uniforme su tutto il territorio nazionale e proporzionale all’oggettivo calo della movimentazione di volumi che i rispettivi concessionari hanno subito. Per cui chi ha smesso di lavorare come le crociere dovrebbe avere, secondo noi, un azzeramento totale dei canoni. Chi ha avuto il 30% in meno di traffico dovrebbe avere una riduzione similare e così via. E’ un criterio che non si presta a nessun tipo di forzatura perché parliamo di numeri oggettivi, che arrivano direttamente dalle Autorità di Sistema Portuale (AdSP): gli unici soggetti che sono nelle condizioni di avere ogni mese la reportistica dettagliata sui volumi movimentati dai rispettivi terminal”.

Dal ministero sostengono che la norma così com’è scritta, dopo il processo emendativo dell’art. 199 del DL Rilancio, consenta a tutti i presidenti delle AdSP di utilizzare gli avanzi amministrativi per intervenire sui canoni concessori. Che cos’è che non va?

“A Livorno dicono che bisogna fare pace con il cervello. Sono i presidenti di AdSP, per primi, a sostenere che quel passaggio normativo non sia chiaro. Quindi, se il MIT non correggerà il tiro con un’indicazione esplicita e chiara sulla materia, molti di loro difficilmente si esporranno. A maggior ragione, vista l’aria che tira sui porti italiani dopo i casi di Trieste e di Venezia. Detto questo, ribadisco che se è vero, come sostiene il MIT, che le riserve messe a bilancio nel 2019 hanno una capienza sufficiente per dare una risposta positiva a questa sacrosanta istanza dei terminalisti portuali, il ministero lo dica e inviti esplicitamente i presidenti di AdSP ad utilizzare i fondi per questo fine”.

A questo punto, quali sono i passaggi successivi?

“Stiamo cercando di capire, a saldi invariati, senza chiedere alcuna modifica delle dotazioni economiche, se è possibile rendere inequivoca ed esplicita questa indicazione da parte dei presidenti delle AdSP. Abbiamo fatto un passaggio in più assegnando ad un nostro tecnico l’incarico di studiare nel merito la formulazione dell’art. 199. Entro stasera, o al massimo domani mattina, dovrebbe dirci se lo stesso articolo, così formulato, sia chiaro oppure no. Nel caso non lo fosse, in che modo intervenire per migliorarlo”.

Ma queste “riserve economiche” ci sono oppure no?

“Diciamo che alcune AdSP le hanno, e altre no. Per questo motivo, avevamo anche proposto al MIT di creare un Fondo perequativo per i porti, l’unico strumento in grado di esprimere un principio solidaristico. Tradotto: chi ha di più mette a disposizione i suoi fondi per chi ha di meno. Nel contempo però, avevamo proposto con forza che fosse una regia centrale ad indicare in modo uniforme, e questo è favorito dalla presenza del Fondo, come vanno applicate le revisioni temporanee e parziali dei canoni per non rischiare di inficiare la concorrenza tra i porti, visto che stiamo parlando di milioni di euro”.

E’ ottimista che le vostre richieste vengano accolte?

“Non sono né ottimista né pessimista, sono solo molto arrabbiato”.