Cargo Porti

Beirut, la fuga continua: dirottate a Tripoli tre portacontainer in 24 ore. Altre 2 attese tra giovedì e sabato

Beirut – Prosegue la fuga delle principali linee di container dal porto di Beirut. Dopo la terrificante esplosione di alcuni giorni fa che ha polverizzato mezza città, causato più di 150 morti, centinaia di dispersi e paralizzato il commercio nel Paese, i dati della piattaforma di intelligence marittima Marine Traffic hanno segnalato che tre navi portacontainer sono arrivate a Tripoli nelle ultime 24 ore dopo essere state dirottate da Beirut, e altre due portacontainer sono previste al più tardi tra giovedì e sabato.

Come noto, il Libano importa quasi tutto quello che usa. Per questo motivo, fa affidamento proprio sulle navi portacontainer per trasportare qualsiasi tipo di merce, dai carichi di cibo refrigerato ai vestiti e altri beni di consumo. Non esiste una data precisa per la riapertura del porto di Beirut e questo è un problema per le catene di approvvigionamento. La tedesca Hapag Lloyd ha confermato che sta deviando i suoi servizi verso Tripoli, a circa 70 km (43 miglia) lungo la costa mediterranea dalla capitale, per scaricare le merci dirette a Beirut.

“Il Libano dipende esclusivamente dalle importazioni e dalle esportazioni e per il momento dirotteremo i servizi su Tripoli, che è un porto più piccolo ma poco distante da Beirut”, ha detto un portavoce della compagnia tedesca. Il quale ha detto che l’ufficio della compagnia nella capitale è stato completamente distrutto ma il personale è rimasto illeso. “L’accesso al porto non è attualmente consentito, quindi non possiamo valutare quanti dei nostri container siano stati danneggiati o distrutti”, ha concluso il portavoce.

Il porto container di Beirut ha una capacità media annuale di poco più di 1 milione di Teu (unità equivalenti a 20 piedi), rispetto ai 400.000 Teu di Tripoli. Capacità che però potrebbe aumentare fino ad un massimo di 750.000 Teu se venissero installate più gru, sottolinea Marine Traffic. Anche la danese Maersk ha confermato che sta lavorando con il porto di Tripoli per consentire alle sue navi di fare scalo lì. L’ufficio della società a Beirut è stato danneggiato e tre membri del personale sono stati leggermente feriti. È inoltre in corso una valutazione da parte di Maersk per capire il potenziale danno subito dai suoi contenitori nel porto. La compagnia italo-svizzera MSC ha dichiarato, alla stregua dei competitors, che sta lavorando su rotte merci alternative, che comprendono anche scali in Turchia e Grecia.

L’assicuratore navale Gard ha affermato: “Secondo le nostre fonti, il porto di Beirut resterà chiuso per un periodo minimo di 14 giorni che potrebbe essere esteso fino al ripristino delle strutture portuali”. La Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF), che rappresenta i marittimi, ha citato i suoi rappresentanti in Libano i quali hanno affermato che almeno 12 portuali e sette marittimi sono stati uccisi nel porto. Anche se il numero, puntualizza ITF, non può essere ancora confermato.