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Blocco di Suez, SeaInt: dal 60 all’80 per cento in meno di capacità sui collegamenti Med e Nord Europa verso l’Asia

Milano – “Quasi l’80% di capacità di stiva in meno sulla rotta Nord Europa-Asia questa settimana. Intorno al 60% in meno sulla rotta Med-Asia a partire dalla prossima settimana”.

A prevederlo è Alan Murphy, CEO di Sea Intelligence, che analizza gli effetti postumi per gli esportatori europei causati dal blocco di quasi una settimana del Canale di Suez. Murphy però avverte che “dopo la contrazione della domanda ci sarà un rimbalzo molto superiore al traffico normale nelle due settimane successive al calo”.

Secondo il CEO di SeaInt, “è importante a questo punto che gli esportatori europei prendano atto della situazione e si adeguino alla realtà: ovvero che un parte considerevole della loro merce rimanga in attesa 1-2 settimane prima che sia fisicamente possibile imbarcarla su una nave diretta in Asia”.

Lo scenario che si sta profilando, fa notare Murphy, è che “ad alcune navi verrà chiesto di ridurre la velocità per evitare un consumo di carburante non necessario se obbligate ad aspettare un ormeggio, ad altre invece verrà chiesto di accelerare le operazioni di sbarco/imbarco per liberare l’ormeggio prima. Una situazione che sta obbligando le grandi alleanze a destreggiarsi tra le rotazioni delle rispettive navi al fine di mitigare il più possibile l’impatto degli ingorghi nei porti. Da parte loro, gli operatori dei terminal stanno avvertendo i vettori che esiste un limite alla loro capacità e che questa non può essere superata”.