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Cagliari, il sindacato: pretestuoso il rifiuto di Contship Italia. Ora soluzioni per i 200 portuali

Cagliari – “Gravissimo e ingiustificabile l’atteggiamento ostruzionistico di chiusura di Contship“. Lo affermano unitariamente CGIL e FILT sul licenziamento dei 200 lavoratori del porto canale di Cagliari, spiegando che “la società terminalista senza fornire alcuna informazione di dettaglio ha confermato la decisione di non procedere al congelamento dei licenziamenti, malgrado l’opportunità del DL Agosto che avrebbe consentito la proroga di ulteriori sei mesi della cassa integrazione”.

CGIL sottolinea: “Ora, insieme ai ministeri dello Sviluppo Economico, del Lavoro, dei Trasporti e per il Sud ad Invitalia, alla Regione Sardegna ed all’Autorità di Sistema Portuale Mar di Sardegna vanno individuate le migliori soluzioni possibili, attraverso il tavolo permanente di confronto già convocato per i prossimi giorni, nell’attesa che subentri il nuovo concessionario che potrebbe essere la società PIFIM, che lavora con la Port of Amsterdam International, considerando l’impegno prioritario previsto dal bando di impiegare il maggior numero possibile di lavoratori ex CICT”. Nel frattempo, sostengono infine Cgil e Filt “valuteremo unitariamente le opportune iniziative, anche di livello nazionale, da intraprendere”.

Anche la Fit-Cisl Sardegna va all’attacco di “Contship Italia per non aver firmato la proroga della cassa integrazione per i 200 lavoratori portuali del container terminal al Porto Canale di Cagliari che la società terminalista – attraverso la Cagliari International Container Terminal (CICT) – ha gestito per quasi vent’anni sino al fermo dell’attività a metà 2019 sfociato nel ricorso alla cassa integrazione straordinaria per chiusura aziendale per i dipendenti dell’impresa terminalista”.

L’organizzazione sindacale definisce “incredibile e incomprensibile” la decisione dell’azienda: “Siamo – dichiara il segretario generale di CiSL Cagliari, Mimmo Contu, e il segretario regionale di Fit-Cisl, Corrado Pani – profondamente sconcertati di quanto sentito durante la videoconferenza del primo settembre, convocata dal MISE. Riteniamo assurde, infondate e pretestuose tali dichiarazioni poiché con il lavoro svolto in queste settimane di concerto con MISE e Regione Sardegna, nonostante le problematiche dovute alla pandemia, si era arrivati ad elaborare un decreto attuativo all’interno del Decreto Agosto, che avrebbe garantito sei mesi di proroga della Cigs e un costo pari a zero per la stessa azienda”.

CISL conferma: “Alla luce di quanto avvenuto, ci riserveremo di verificare se vi sono tutte le condizioni per promuovere, nelle sedi competenti, tutte le azioni necessarie a difesa dei lavoratori. Al contempo, da domani stesso lavorare e promuovere con le altre organizzazioni sindacali di concerto con i ministeri e la Regione Sardegna, tutte quelle iniziative che consentano le massime tutele ma soprattutto la salvaguardia di tutte le professionalità dei lavoratori portuali”.

Gli fa eco, la segreteria nazionale Uiltrasporti: “Nonostante la possibilità di prorogare per 6 mesi la Cigs grazie all’art.60, comma 3, del DL Agosto, la posizione della società Contship Italia è stata irremovibile e senza fornire alcuna informazione di dettaglio ha confermato la grave decisione di non procedere al congelamento dei licenziamenti dei circa 200 lavoratori portuali del terminal CITC nel porto di Cagliari. Una decisione grave e ingiustificata tanto più che a Contship Italia sono stati concessi dalla Autorità di Sistema Portuale ulteriori mesi per il ripristino e la consegna delle banchine e dei beni mobili”. Il sindacato conclude: “A fronte di questa gravissima e pretestuosa chiusura dell’azienda –  è urgente individuare  insieme alle istituzioni  le migliori soluzioni possibili attraverso il tavolo permanente di confronto già convocato per i prossimi giorni, che individui  misure integrative o alternative alla Naspi.

Intanto l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha annunciato che il traffico dei passeggeri movimentato dai principali porti della Sardegna mostra una netta inversione di tendenza rispetto al dato negativo mondiale. Infatti, dopo le crescite del +7,6% e del +10,8% del traffico dei passeggeri nei porti sardi registrate rispettivamente a gennaio e febbraio scorsi, con il lockdown per la pandemia di Covid-19 il traffico ha segnato un calo del -69,3% a marzo scorso seguito da una drammatica contrazione del -95,4% ad aprile che poi si è attenuata scendendo a -89,1%, -74,9%, -43,6% e -22,7% nei successivi mesi di maggio, giugno, luglio e agosto. Complessivamente nei primi otto mesi del 2020 il totale dei passeggeri sbarcati nei porti di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres è stato di quasi 1,1 milioni di unità, con una flessione del -37,0% sullo stesso periodo dello scorso anno, mentre i passeggeri imbarcati sono stati 956mila (-39,5%).