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Cantieri navali, Alberto Amico: “Scelta folle chiudere l’Italia in modo indiscriminato”

Genova – “Il nostro cantiere lavora a condizioni diverse, con una produttività ovviamente minore, ma lavora. Non abbiamo perso clienti, anche se all’inizio non è stato facile trattenerli: lavoriamo solo con stranieri, e l’immagine che abbiamo dato del Paese nelle prime settimane dell’emergenza è stata devastante. Ma quello che vedo attorno a noi fa venire i brividi. L’Italia può tollerare a fatica due settimane di lockdown, ma non due mesi”. Lo ha detto al Secolo XIX l’imprenditore Alberto Amico, presidente dell’omonimo cantiere navale genovese, uno dei più importanti al mondo nel segmento refitting di superyacht.

“In due mesi polverizziamo un terzo delle attività produttive, cancelliamo un sistema economico costruito in decenni di sacrifici e fatica. Ce ne stiamo rendendo conto? La politica lo ha capito? Perdere 100 miliardi al mese, come qualcuno ha stimato, significa una sola cosa: annientare centinaia di migliaia di posti di lavoro e mettere in discussione il reddito delle famiglie italiane. Le conseguenze di questa scellerata gestione le pagheranno le prossime due generazioni: vorrei sentire qualcuno dichiararlo apertamente”.