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Caro noli, imprese agricole e industrie alimentari europee alla UE: “Senza interventi, rischi fallimenti”

Le associazioni Celcaa, Copa-Cogeca e FoodDrinkEurope denunciano in una lettera alla DG Trade la situazione insostenibile del trasporto marittimo

Milano – “Oggi, la mancanza di capacità di trasporto porta ad aumenti dei costi che non possono essere assorbiti dai distributori europei legati da contratti a lungo termine. Per molti, l’attuale costo elevato delle spedizioni in container può avere esiti fatali, portare al rischio di fallimento. Come primo esportatore di prodotti agroalimentari (che rappresentano nel 2020 un valore di 184,3 miliardi di euro) è in gioco anche la reputazione dell’UE come partner commerciale affidabile”.

E’ quanto denunciano in una lettera alla Direzione Generale del Commercio (DG Trade) della UE, le associazioni che rappresentano in Europa le imprese agroalimentari (Celcaa), le associazioni di agricoltori (Copa-Cogeca), le industrie degli alimenti e delle bevande (FoodDrinkEurope), alla luce della situazione diventata molto critica per il commercio delle merci deperibili. Il mondo rappresentativo del food&beverage europeo punta l’indice sui costi del trasporto marittimo, “esplosi negli ultimi due anni”. “Alla fine di ottobre 2020, i noli sulla rotta Asia-Nord Europa registrati dallo Shanghai Containerised Freight Index, superavano i 1.000 dollari per Teu – spiegano nella lettera le associazioni di categoria -. A metà giugno di quest’anno, erano saliti a più di 6.300 dollari per Teu. Oggi si apprende che alcune aziende stanno pagando fino a 20.000 dollari per spedire un container da 12 metri da Shanghai a Rotterdam”.

E ancora: “Durante il quarto trimestre 2020 i trasporti hanno aggiunto solo il 4% di capacità extra alle rotte est-ovest rispetto allo stesso periodo dell’anno precedete. Nello stesso periodo la crescita dei traffici è aumentata del 9,5%, alimentando le tensioni sui mercati”. Da qui il duro atto di accusa: “A lungo termine, ciò perturberà i mercati europei e avrà un impatto sulle entrate degli agricoltori e degli altri operatori della filiera”.

Le associazioni avvertono: “Oltre che dagli effetti della pandemia la crisi dei trasporti commerciali è aggravata dalla rapida ricrescita della Cina. Attualmente non ci sono segnali che la scarsa capacità di trasporto marittimo verrà riassorbita naturalmente una volta che la situazione sanitaria tornerà alla normalità. Questo avrà probabilmente un impatto sulla competitività a lungo termine della catena agroalimentare dell’UE”.