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Caso Moby, indagati Vincenzo Onorato e Beppe Grillo dalla Procura di Milano

Notificato oggi un avviso di garanzia dalla Guardia di Finanza. L’ipotesi di reato è traffico di influenze

Milano – La Procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia a Vincenzo Onorato e Giuseppe Piero Grillo (noto come Beppe Grillo). Secondo quanto emerso dalle attività investigative, la società Beppe Grillo Spa, di cui Giuseppe Grillo è socio unico e rappresentate legale, ha percepito da Moby SpA 120mila euro annui negli anni 2018 e 2019, quale corrispettivo di un “accordo di partnership” avente a oggetto la diffusione su canali virtuali di “contenuti redazionali” per il marchio Moby.

Inoltre, continua la nota della procura, nel triennio 2018-2020, Moby ha sottoscritto un contratto con la Casaleggio Associati che prevedeva il pagamento di 600mila euro annui quale corrispettivo per la stesura di un piano strategico e per l’attuazione di strategie per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e gli stakeholders alla tematica della limitazione dei benefici fiscali alle sole navi che imbarcano personale italiano e comunitario.

Nello stesso arco temporale, Vincenzo Onorato ha chiesto a Beppe Grillo una serie di interventi in favore di Moby che l’ex comico ha veicolato a esponenti politici, trasferendo quindi al privato richiedente le relative risposte.

Nell’ambito dell’indagine sono disposte perquisizioni presso la sede legale della Beppe Grillo Srl e della Casaleggio Associati, nonché di altri soggetti coinvolti a vario titolo, per acquisire documentazione relativa a questi contratti e alle prestazioni che ne costituiscono l’oggetto, oltre a ogni altro documento utile a comprenderne la natura.