Green&Tech Lavoro

Caso Wartsila, la Fiom-Cgil: “Scempio industriale, a rischio anche Genova e Napoli”

Il governatore Fedriga: “Quella di Wartsila è una scelta di carattere politico e non industriale”

Trieste – “Risultano offensivi e fittizi i tentativi di mitigare queste scelte di fronte a una scelta così grave, che investe oltre 1.000 lavoratori del nostro territorio. Il giudizio è assolutamente negativo da parte delle istituzioni e del sindacato, rispetto alla scelta di indebolire la filiera della navalmeccanica e abbandonare le politiche industriali nel nostro territorio e in tutto il paese. È inaccettabile una così palese svalutazione del lavoro manifatturiero”. Lo scrive in una nota la Cgil Trieste.

“Si fa sempre più strada la necessità di elaborare un “piano B” che preveda importanti investimenti su questa filiera. Serve tutto il peso dello Stato italiano perché ciò possa avverarsi. Ora c’è la necessità che, nell’esercizio del rapporto di forza, il territorio sia a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Wartsila e a sostegno della fabbrica”, conclude il comunicato.

Alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il presidente finlandese della multinazionale Wartsila ha confermato la decisione di dismettere il sito produttivo di Trieste e di licenziare oltre 700 lavoratori, tra diretti e indotto. Una decisione inaccettabile, che vorrebbe fare scempio del patrimonio industriale e professionale del sito di Trieste pregiudicando la stessa presenza della multinazionale nelle basi di Genova e Napoli”. Lo dichiara in una nota Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom-Cgil.

“I vertici italiani e finlandesi di Wartsila hanno confermato la decisione di chiudere l’attività produttiva nel sito di Trieste e di voler continuare con la procedura di licenziamento di 451 lavoratori. È una decisione grave e inaccettabile che ha visto la contrarietà di tutte le parti coinvolte, a partire dalle istituzioni locali e nazionali”. Lo dichiarano in una nota Bruno Cantonetti, segretario nazionale Uilm, e Antonio Rodà, segretario generale Uilm Trieste-Gorizia.

Fedriga: “Intervenga l’UE”
“Quella di Wartsila è una scelta di carattere politico e non industriale che arreca un grave danno a un settore strategico per il nostro sistema Paese: una decisione unilaterale, resa ancor più grave e inaccettabile dall’articolato elenco di contributi e garanzie nazionali e regionali di cui l’azienda ha beneficiato negli anni”. E’ in sintesi il contenuto dell’intervento del governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, al tavolo al Mise sulla crisi innescata dalla multinazionale finlandese. “La Regione interesserà il Comitato delle Regioni e tutte le istituzioni nazionali ed europee, per denunciare l’atteggiamento predatorio”.

Fedriga ha spiegato che l’atteggiamento predatorio è quello di “soggetti privati che, dopo aver usufruito di decine di milioni di euro pubblici, optano per una deindustrializzazione del territorio italiano determinando pesantissime ricadute sul piano economico, occupazionale e sociale”. Ancora una volta il Governatore ha ribadito che “l’unica condizione per poter avviare un dialogo con l’azienda è l’immediato ritiro della procedura di licenziamento dei 450 addetti alla produzione”. Gli stessi concetti sono stati espressi dall’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, che ha garantito “il massimo impegno della Regione per vigilare affinché la procedura avviata dall’azienda non venga utilizzata per sottoporre i lavoratori, le loro rappresentanze e le istituzioni a inaccettabili pressioni”.

Serracchiani: “Bisogna fare di più”
“La postura del governo intesa a sensibilizzare Helsinki attraverso la sottolineatura dei rapporti bilaterali è corretta ma non sufficiente. L’attenzione del Mise, al di là di valutazioni diplomatiche, deve anche rivolgersi ad approfondire le modalità di intervento concreto sulla continuità produttiva dello stabilimento e considerare nel suo insieme la problematica della deindustrializzazione dell’area triestina”. Lo dichiara in una nota la presidente del gruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani, commentando gli esiti del tavolo di crisi Wartsila oggi al Mise.