Porti e Infrastrutture Shipping e Logistica

Civitavecchia, l’appello di Poggi: “La logistica diventi il cuore della rinascita del porto”

Civitavecchia – “E’ necessario che il porto di Civitavecchia diventi finalmente quello snodo infrastrutturale della grande catena logistica. Abbiamo un potenziale enorme, ancora inespresso, come porta gateway di tutto il centro-Italia. E’ indispensabile, colmare il gap con gli altri sistemi logistici, andando a completare quelle infrastrutture portuali e retro portuali strategiche, compresi ovviamente i collegamenti come la Trasversale Civitavecchia-Orte-Terni a Nord e a Sud con il raccordo A12-Pontina”.

Fabrizio Poggi, presidente della storica agenzia marittima e casa di spedizione Ant. Bellettieri, società che più di tutte ha contribuito nei suoi oltre 135 anni di vita allo sviluppo dei traffici portuali del porto di Civitavecchia, vuole aprire un dibattito sul futuro dello scalo romano, al centro in questi due mesi di una crisi senza precedenti a causa dell’emergenza Covid-19, che ha di fatto azzerato il suo core-business nei Ro-Ro e crociere.

“Il porto di Civitavecchia è conosciuto a livello di cluster mondiale di settore come scalo marittimo della Capitale per quanto attiene il traffico cruise – spiega Poggi -. Ma questo ovviamente non può più essere. Infatti, la crisi esiziale, dovuta dalla diffusione del Covid-19, che stiamo subendo violentemente deve essere un’occasione di rilancio per il nostro porto. Mi spiego meglio. Il nostro scalo marittimo è quello che in Italia, nel Mediterraneo e, più in generale, in Europa sta pagando più di tutti in termini di contrazioni di traffico, perché basava essenzialmente il proprio core business nei Ro-ro e nelle crociere. Azzerato questo ultimo, abbiamo assistito all’importanza della diversificazione e del bilanciamento con il settore commerciale-merceologico”.

E’ qui che Poggi vuole focalizzare l’attenzione di tutti gli attori del porto di Civitavecchia per tentare di rilanciarne le sue ambizioni: “Per sviluppare la logistica integrata, abbiamo necessità di aumentare la velocità di ricezione e spedizione delle merci, accorciando appunto le distanze, non solo fisiche, tra il luogo di partenza e quello di destinazione finale cavalcando quella linea ‘green’ secondo cui meno chilometri i camion percorrono su strada meno inquinamento ambientale”. Poggi aggiunge: “Per creare un vero sviluppo del porto e della logistica, è inoltre fondamentale creare sinergia ovvero fare sistema tanto a livello di cluster intermodale con partners di settore come Alis, di cui ci facciamo parte, quanto a livello istituzionale con Regione, AdPS e Governo per recepire quei finanziamenti necessari per le infrastrutture, per cancellare per questo periodo di emergenza i costi portuali sia per le imprese che per gli armatori e, infine, per creare una logistica più green che guardi anche al rispetto ambientale”.

Poggi, in conclusione, lancia un proposta: “Per favorire uno sviluppo concreto delle reali necessità e potenzialità del nostro porto e dell’intera Regione Lazio, si crei una cabina di regia in cui le agenzie e case di spedizione siano l’anello di congiunzione tra armatori, imprese ed istituzioni”.