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Cocaina sulla MSC Gayane, un altro marittimo confessa: rischia il carcere a vita

New York – Aleksandar Kavaja, 27 anni, marittimo con passaporto del Montenegro, si è dichiarato colpevole davanti al giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti Harvey Bartle con l’accusa di “possesso con l’intento di distribuire oltre 5 chilogrammi di cocaina su una nave soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti”.

La dichiarazione di colpevolezza è l’ultimo sviluppo di una storia che ha fatto notizia per la prima volta quando, il 17 giugno 2019, agenti delle forze dell’ordine federali, statali e locali sono saliti a bordo della nave portacontainer MSC Gayane al Packer Marine Terminal di Philadelphia e ha sequestrato 19,76 tonnellate di cocaina.

La nave è stata stata trattenuta fino a quando il proprietario, una sussidiaria di JP Morgan, e l’operatore, la Mediterranean Shipping Company, hanno fornito 10 milioni di dollari in contanti e una cauzione di 40 milioni di dollari per garantirne il rilascio temporaneo. Un altro membro dell’equipaggio, Vladimir Penda, 27 anni, anche lui cittadino del Montenegro, si era già dichiarato colpevole a giugno.

Il Dipartimento di Giustizia sostiene che, nel 2019, Kavaja, che lavorava a bordo della portacontainer MSC Gayane come elettricista, avrebbe cospirato con altri per impegnarsi nel contrabbando di cocaina al dettaglio. In più occasioni durante il viaggio della MSC Gayane, i membri dell’equipaggio, incluso Kavaja, avrebbero contribuito a caricare enormi quantità di cocaina da motoscafi che si avvicinavano dopo il tramonto, viaggiando ad alta velocità. I marittimi avrebbero utilizzato la gru della Gayane per issare sulla nave reti di carico piene di cocaina confezionata e poi avrebbero nascosto la droga in diversi container.

Il 17 giugno 2019, agenti delle forze dell’ordine federali, statali e locali sono saliti a bordo della MSCGayane  nel porto di Philadelphia e hanno sequestrato cocaina per un valore di oltre 1 miliardo di dollari. E’ stato uno dei più grandi sequestri di droga nella storia degli Stati Uniti.

Kavaja rischia la pena massima possibile di reclusione a vita. Il caso è indagato da United States Homeland Security Investigations e United States Customs and Border Protection, insieme a un team multi-agenzia di parte federale, statale e locale.