Porti e Infrastrutture Shipping e Logistica

Accordo politico sui porti: sì al cumulo di concessioni, ma senza scambio di manodopera

E’ quanto si legge nella riformulazione dell’art. 3 del ddl concorrenza, in esame al Senato

Roma – “In ciascun porto l’impresa concessionaria di un’area demaniale deve esercitare direttamente l’attività per la quale ha ottenuto la concessione e non può essere al tempo stesso concessionaria di altra area demaniale nello stesso porto, a meno che l’attività per la quale richiede una nuova concessione sia differente da quella di cui alle concessioni già esistenti nella stessa area demaniale, e non può svolgere attività portuali in spazi diversi da quelli che le sono stati assegnati in concessione”. E’ quanto si legge nella riformulazione dell’art. 3 del ddl concorrenza, in esame al Senato. Si tratta, come anticipato da ShipMag, del frutto di un’intesa tra partiti dalla maggioranza.

Il testo della bozza è disponibile a questo indirizzo

“Il divieto di cumulo non si applica nei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, individuati ai sensi dell’articolo 4, e in tale caso è vietato lo scambio di manodopera tra le diverse aree demaniali date in concessione alla stessa impresa o a soggetti comunque alla stessa riconducibili”.

E ancora: “Al fine di mantenere le condizioni di concorrenza, nei porti dove non vige il divieto di cumulo, la valutazione in ordine alla richiesta di ulteriori concessioni è rimessa all’Autorità di sistema portuale. L’Autorità di sistema portuale valuta il rilascio di nuove concessioni anche in relazione agli aspetti di possibile abuso di posizione dominante del richiedente relativo ai porti di rilevanza internazionale e nazionale di cui al comma 4. Su motivata richiesta dell’impresa concessionaria, l’autorità concedente può autorizzare l’affidamento ad altre imprese portuali, autorizzate ai sensi dell’articolo 16, dell’esercizio di alcune attività comprese nel ciclo operativo”.