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Concessioni portuali, Santi (Federagenti): “L’intreccio di competenze tra le ADSP, il MIT e l’ART sembra a prima vista complesso”

Il presidente a ShipMag: “C’è anche il rischio di un rallentamento dal punto di vista burocratico”

Genova – “Il combinato disposto del Regolamento per il rilascio di aree e banchine del MIT in concerto con il MEF del 28 dicembre 2022 e le relative Linee Guida sulle modalità di applicazione dello stesso non renderanno certo la vita facile né agli aspiranti o esistenti concessionari né alle amministrazioni coinvolte fosse altro perché fino ad ora mancava un vero sistema di regole nazionale”. Così il presidente di Federagenti Alessandro Santi dopo il decreto emanato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che regola il delicatissimo àmbito delle concessioni portuali. “L’intento dichiarato della, stranamente per i tempi italiani, rapida uscita delle Linee Guida era quello di rispondere alla necessità imposta dalla Commissione europea di avere un soggetto regolatore (ART) che potesse dare una metrica scientifica e universale come pure rispondere ad una esigenza di pubblicità trasparente (mediante l’uso del portale dedicato del MIT SID/portale mare) al un processo dell’assegnazione delle concessioni in banchina (in realtà solo quelle ex art. 16/18 della L 84/94)”, aggiunge Santi che poi prosegue così: “Anche in questo caso la particolarità italiana del sistema portuale con una vasta molteplicità di istanze di concessioni spesso riferibili ad aree e banchine di piccole dimensioni spaziali e temporali, forse sarebbe dovuta essere presa in considerazione non rinunciando ai principi suddetti ma cercando di snellire la complessità amministrativa che ne sembrerebbe scaturire. I compiti (di arbitro) dati ad ART sono sostanzialmente quelli di definire i modelli (format) dei PEF (par. 7) e gli indicatori di riferimento (benchmark) di mercato in termini di efficienza energetica, produttiva, qualitativa dei servizi e altro nei singoli settori di traffico (par. 10); questi ultimi hanno la doppia funzione sia di permettere la definizione della parte variabile dei canoni che di determinare la metrica per il monitoraggio annuale delle concessioni, compito che ART ha con il coinvolgimento da parte del MIT (par. 15). Avrà inoltre il compito di verificare la rispondenza con i format definiti dalla stessa Agenzia degli schemi di PEF predisposti dalle AdSP che verranno usati per confrontare le varie istanze in competizione (par. 7) e quello di valutare, con parere vincolante, la coerenza dell’istanza di estensione delle concessioni, di durata superiore ai 10 anni, con il relativo PEF definito (par. 12). L’intreccio di competenze tra le ADSP, il MIT e l’ART sempre a prima vista alquanto complesso e vedremo, solo all’atto della sua applicazione, se efficacie. Soprattutto è da rilevare come, a prima vista, il proliferare di controlli (legittimi sicuramente) in serie nei processi decisionali, dove le varie autorità (e i concessionari) saranno richiesti di produrre pareri ed atti in cascata ad altri, non rappresenti una spinta verso lo snellimento e la semplificazione amministrativa, anche in considerazione dell’alto numero di concessioni in ballo, nel paese dagli 8.500 km di costa e 16 AdSP”, conclude Santi.