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Confindustria Genova e lavoratori del porto dicono “no” alla chiusura di Ansaldo Energia con i conti in rosso

Genova – Confindustria e fronte del porto insieme: a unirli il “no” al rischio chiusura di Ansaldo Energia, 1.600 lavoratori diretti, altri 4 mila nell’indotto. Le piccole e medie imprese genovesi di Confindustria Genova chiedono a Cassa depositi e prestiti, che controlla la società, un intervento urgente per risolvere la vicenda Ansaldo Energia. “In queste ore – si legge in una nota – stiamo ricevendo manifestazioni di forte preoccupazione da parte di numerose piccole e medie imprese associate per l’attuale situazione di difficoltà di Ansaldo Energia. “Si tratta di fornitori che collaborano da anni con Ansaldo Energia e che, nel tempo, hanno sostenuto rilevanti investimenti mirati ad adeguare i propri prodotti e processi alle esigenze di questo importante cliente. Il venir meno nella regolarità dei pagamenti e l’eventuale inesigibilità dei crediti vantati a oggi dalle Pmi della filiera metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende e, in successione, la tenuta del sistema sociale e di welfare del territorio”. Da qui la richiesta di intervento urgente di Cassa Depositi e Prestiti.
“Ansaldo Energia non deve chiudere!”. Le rappresentanze sindacali dei lavoratori del porto di Genova, un lungo elenco che va dalla Compagnia Unica a Psa Genova Pra’, dalla Santa Barbara ai Rimorchiatori riuniti, dal Terminal San Giorgio a Gnv, si schierano a fianco dei dipendenti dell’azienda dopo l’annuncio dei conti in rosso, il rischio fallimento e i timori per il futuro. “I lavoratori del porto di Genova esprimono piena solidarietà ai lavoratori che ieri mattina hanno scioperato e manifestato. Saranno sempre al loro fianco nella lotta” scrivono. L’annuncio della situazione di Ansaldo Energia ha colto tutti di sorpresa: “Nessuna nuova commessa per i prossimi anni né soldi per gli stipendi – sottolineano – si prospetta un autunno di tagli e di sacrifici ancora una volta sulle spalle dei lavoratori”.