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Confitarma, segnali di insofferenza verso il MIMS: “Non possiamo continuare a parlare al vento”

“Se non vogliamo fare un ministero del mare, almeno che ci sia al MIMS una direzione generale sul tema, che abbia competenze e numeri”

Genova – «Confitarma è una parte fondamentale di Confindustria, e le sfide che abbiamo davanti a noi ci obbligano a lavorare con ancora più attenzione».

Un monito, quello di Mario Mattioli, presidente dell’associazione degli armatori di Confindustria, che appare come un riassunto delle tante difficoltà che affronta il mondo della logistica portuale.

Nella sede genovese degli industriali, Mattioli saluta la prossima pensione di Claudio Barbieri, storico dirigente locale di Confitarma. E analizza la condizione attuale della flotta italiana, soffermandosi anche sul futuro della stessa confederazione.

«Una delle sfide, per noi, è quella di diventare un laboratorio allargato, per dare un contributo fattivo al Paese. I nostri associati crescono, e dobbiamo farci trovare pronti non solo sulla Blue Economy, ma ad ampio spettro. Dai costi energetici al rischio solito di una burocrazia soffocante, è arrivato il momento di fare uno scatto in avanti».

Insieme a Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, Mattioli ribadisce l’importanza di guardare al futuro con la forza di una centralità nuova, lontana dalla classica concorrenza tra le parti. «La frattura tra noi e Assarmatori ha indebolito gli associati, non le associazioni. Anche perché quando poi andiamo a proporre norme e punti a favore del settore, tutti hanno da beneficiarne. Ma dobbiamo pensare in una maniera nuova, rimodulandoci anche sulla base del cosiddetto “modello Genova”».

E se Sisto chiede che gli 8.000 chilometri che circondano l’Italia siano di coste, e non di “costi”, è chiaro che non si può che guardare anche al contesto internazionale per riuscire a tratteggiare un trend. «La guerra in Ucraina colpisce inevitabilmente il settore, ma soprattutto siamo preoccupati dal fatto che la politica risponda di pancia e non di testa in certi momenti. Tornando all’Italia, io mi chiedo perché il cluster marittimo italiano debba subire le novità, anziché coglierle come opportunità. Se non vogliamo fare un ministero del mare, almeno che ci sia al MIMS una direzione generale sul tema, che abbia competenze e numeri. E invece assistiamo a un continuo depauperamento di numeri e risorse, non c’è un vertice che guidi il settore a livello governativo».

Con i tanti interrogativi e gli scossoni che mettono la logistica marittima davanti a nuove sfide, Confitarma invita il mondo dello shipping a Roma, il 12 e il 13 maggio, per una sorta di Stati Generali dell’industria del mare. «Sarà il momento ideale per parlare con tutti gli attori della catena, ma non solo. Saranno presenti la nautica, i terminalisti, il mondo della logistica. Speriamo a questo punto che Palazzo Chigi o il Ministero rispondano ai nostri inviti, non possiamo continuare a parlare al vento».