Analisi Shipping e Logistica

Container, crollano gli utili degli armatori: verso una nuova riduzione della capacità? / Analisi

Dopo un periodo di crescita impressionante, le compagnie corrono ai ripari per evitare tracolli. Ecco le strategie che potrebbero adottare già nel corso del 2023

Che per gli armatori stia per concludersi il più florido periodo della storia è ormai un fatto assodato. La classifica pubblicata tre giorni fa da Forbes, che piazza Gianluigi Aponte al sesto posto al mondo tra le persone che hanno guadagnato di più negli ultimi dodici mesi, è solo l’ultima delle testimonianze in questo senso.
Resta da capire, ed è questo l’interrogativo che agita mercati e investitori, a quale nuovo periodo sta andando incontro lo shipping.

Se è vero che i profitti degli armatori hanno iniziato a diminuire con il terzo trimestre del 2022 (che ha mostrato il primo impatto significativo dopo sette trimestri consecutivi di crescita dell’utile netto) il quarto trimestre è stato il secondo consecutivo di nette flessioni. Secondo John McCown, analista di Blue Alpha Capital, l’utile netto dei big del trasporto marittimo è diminuito in media di oltre il 41% nel quarto trimestre rispetto al terzo trimestre e di un terzo rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Sea-Intelligence, da parte sua, sottolinea che il 2022 è stato nel complesso un anno molto positivo per il settore, ma che le crepe hanno iniziato a manifestarsi nella redditività. In base ai bilanci pubblici, l’utile prima delle tasse e degli interessi (EBIT) è stato di circa 95 miliardi di dollari. Considerando anche i conti di MSC, che non è tenuta a pubblicarli, CMA CGM che non riporta l’EBIT e altri vettori come PIL che non avevano ancora depositato i bilanci, l’EBIT globale nel 2022 ha raggiunto i 138 miliardi di dollari.

“Tuttavia, c’è una debolezza nel mercato che è evidenziata da una forte contrazione dei volumi trasportati, mentre anche le tariffe di nolo sembrano aver rallentato”, ha aggiunto Alan Murphy, CEO di Sea-Intelligence.

Utilizzando l’unità di misura EBIT/TEU per illustrare le disparità emergenti nel settore dei trasporti marittimi e come segnale di ciò che verrà, Murphy ha spiegato: “Mentre le compagnie di navigazione più grandi hanno quasi raddoppiato il loro EBIT/TEU, quelle più piccole sono state in grado di aumentarlo solo di un margine relativamente ridotto”.

Anche secondo Sea-Intelligence, il quarto trimestre 2022 certifica le differenze emergenti in base alle dimensioni dell’armatore. I grandi vettori sono stati in grado di mantenere i livelli di EBIT/TEU vicini al quarto trimestre del 2021, mentre le linee più piccole non sono state in grado di mantenere i loro livelli di redditività. In media, calcola Sea-Intelligence, i vettori hanno registrato un EBIT/TEU di 843 dollari per TEU nel quarto trimestre, in calo di un terzo rispetto all’anno precedente. 

Il calo della redditività ha contribuito a generare una flessione complessiva del 46% dell’EBIT anno su anno per il settore. Sea-Intelligence è certa che il quarto trimestre abbia dimostrato “chiare indicazioni di un mercato indebolito”. Tutte le compagnie di navigazione sono rimaste redditizie, ma la disparità sta crescendo tra i vettori più grandi e quelli più piccoli.

Che cosa succederà adesso?

Secondo John McCown per contrastare il calo dei tassi e dei volumi il settore continuerà a ridurre drasticamente la capacità, principalmente sopprimendo le partenze. Una scelta che ha funzionato bene all’inizio della pandemia ed è probabile, pertanto, che venga ripetuta.

Nonostante questi passaggi, McCown vede ancora un calo dell’80% dell’utile netto per il prossimo anno. “Il mio attuale target per l’utile netto del settore nel 2023 è di $ 43,2 miliardi“. I ricavi totali arriveranno invece a 327,6 miliardi di dollari, dando al settore un margine di poco superiore al 13% per il 2023. 

“I guadagni nel settore del trasporto marittimo di container sono su una curva diversa rispetto a quanto si è verificato nelle tariffe spot, poiché la grande maggioranza dei carichi si sposta sotto le tariffe contrattuali”, scrive McCown. “Anche se l’utile netto del 2023 sarà notevolmente ridotto rispetto al 2022, la mia analisi degli ultimi dati suggerisce che il settore rimarrà redditizio”.

Tuttavia, McCown nel suo rapporto mostra la linea di tendenza degli ultimi due trimestri fino al 2023. L’utile netto prevede che sarà più forte nel primo trimestre del 2023 a $ 14,9 miliardi, scendendo a $ 10,8 miliardi nel secondo trimestre prima di stabilizzarsi a $ 8,7 miliardi sia per il terzo che per il quarto trimestre.