Porti e Infrastrutture

Contratto dei portuali, il Mit convoca martedì sindacati e controparti

Dopo il nuovo stop alla trattativa fra Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti e Assoporti, Assiterminal, Fise-Uniport, Assologistica e Ancip

Roma – Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha convocato le parti sul contratto collettivo nazionale dei lavoratori portuali. Ieri la trattativa ha subito un nuovo stop: le posizioni restano ancora troppo distanti, soprattutto sulla parte economica, e sale la tensione, con lo spettro di un altro sciopero. Quindi il Mit ha fissato l’incontro a Roma, martedì 11 giugno alle 11, presso la sala biblioteca del ministero “per favorire il confronto”, chiamando i sindacati e le controparti, Assoporti, Assiterminal, Fise-Uniport, Assologistica e Ancip.
Dopo lo sciopero di 24 ore proclamato a inizio aprile da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, al termine di venti giorni di trattativa che per i sindacati non avevano portato a ottenere risposte, soprattutto sugli aumenti salariali chiesti per il recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, il confronto era ripartito. Ma ieri si è di nuovo interrotto e c’è già un vertice sindacale fissato per lunedì per valutate possibili azioni che la mediazione del ministero mira a scongiurare.
Il rinnovo del contratto dei lavoratori portuali, scaduto il 31 dicembre 2023, riguarda 20 mila lavoratori. Filt-Cgil, Fit- Cisl e Uiltrasporti chiedono un aumento del 18% (mentre la parte datoriale sarebbe ferma a meno della metà) dei salari e sul fronte normativo l’attivazione del fondo di accompagnamento all’esodo anticipato, già previsto nella precedente contrattazione, ma rimasto al palo.