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Controlli radiometrici, le nuove regole slittano al 30 settembre

Roma – Rischio scongiurato sui controlli radiometrici. Il termine per l’ingresso delle nuove regole, che avrebbe colpito da domani circa l’80% delle merci in importazione, slitta al 30 settembre 2021. La proroga, effettiva da subito, è stata inserita tra le “misure urgenti” – articolo 9 – del Decreto Legge (in allegato) emanato su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze.

Una misura resa necessaria per garantire la continuità dell’azione amministrativa sulle regole e sull’elenco dei prodotti ai quali si deve applicare la sorveglianza radiometrica in sede di sdoganamento presso i luoghi di entrata delle merci in Italia, in prevalenza i porti e aeroporti. Senza la proroga, sarebbero entrate in vigore le disposizioni del Decreto Legislativo n.101/2020, che estendevano “a dismisura” l’elenco dei prodotti assoggettati a controllo radiometrico.

Decisione, quella del governo, che è stata accolta con un sospiro di sollievo da parte di Confetra in trincea da mesi contro una misura che avrebbe creato una “tempesta perfetta” su porti e aeroporti. “Intanto ringraziamo il ministro Giovannini e la viceministra Bellanova, e rispettivi staff, con i quali abbiamo lavorato al dossier. E grazie anche al direttore di ADM Minenna con il quale abbiamo un confronto intenso e quotidiano, su questo ed altri temi, nel comune interesse di rendere la logistica italiana più performante e competitiva sui mercati globali”, premette Ivano Russo, direttore generale di Confetra.

“È incredibile come spesso questo Paese soffra di masochismo logistico amministrativo e tenda ad amputarsi da solo spazi di competitività e mercato – denuncia Russo -. Ora, grazie al DL subito ovviamente in vigore, evitiamo la tagliola del 30 aprile. Ma chiediamo già da domani di aprire un tavolo con MIMS, MISE, Ministero della Salute, Affari Europei e Dogane, per confrontarci su un nuovo strutturale quadro regolatorio delle verifiche radiometriche che non sia inutilmente punitivo e limitativo verso l’import ed i porti del nostro Paese”.

A parità di disposizioni Euratom valide per tutti i 27 Stati Membri UE, in 26 di questi le verifiche si fanno a campione e a destino, mentre in Italia su oltre 60 materiali metallici specifici, ed in porto. Perché? “Vorrei qualcuno rispondesse a questa banale domanda – obietta Russo -. Come più volte sostenuto, risolvere decine di simili scervellotiche trappole burocratiche che gravano in tempi ed oneri le nostre imprese, darebbe una spinta fenomenale alla nostra logistica, alla produzione, all’economia del Paese. Ci pare, anche visto il PNRR, che finalmente si voglia andare in questa direzione. Ecco, evitiamo di fare l’Italietta che ora si ripropone il tema il 29 settembre costretta poi a rincorrere ulteriori provvedimenti tampone in una catena di Sant’Antonio di approssimazione e non coscienza dei problemi”.