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L’energia solare corre più veloce del previsto / Lo studio

Le proiezioni suggeriscono che il costo medio dell’energia solare continuerà a diminuire almeno del 60% dal 2020 al 2050

Un gruppo di ricercatori dell’Ucl e dell’Università di Exeter ha pubblicato uno studio che dimostra come l’energia solare sia sulla buona strada per costituire più della metà della produzione globale di elettricità entro il 2050, anche in assenza di politiche climatiche più ambiziose delle attuali. Ciò supera di gran lunga qualsiasi stima precedente: l’Iea World Energy Outlook dell’anno scorso prevedeva che il solare avrebbe rappresentato solo il 25% entro il 2050.

Il modello macroeconomico degli autori prende in considerazione gli ultimi dati tecnologici ed economici di 70 regioni in tutto il mondo. Le proiezioni suggeriscono che il costo medio dell’energia solare continuerà a diminuire almeno del 60% dal 2020 al 2050. Ciò è dovuto anche ai costi delle batterie. Inoltre, l’energia solare sarà l’opzione più economica in quasi tutte le regioni del mondo entro il 2030. Rimangono tuttavia delle barriere, tra cui il bilanciamento dell’elevata variabilità del solare, la fornitura di minerali fondamentali per la realizzazione dei pannelli e la possibilità di finanziare il solare nelle economie in via di sviluppo. Ma il punto di svolta per il solare è stato superato, affermano gli autori. E, dato che il rischio che l’energia fossile diventi un asset non recuperabile è aumentato ulteriormente, la diffusione del solare potrebbe e dovrebbe avvenire ancora più velocemente.

Il costo dell’elettricità prodotta dagli impianti solari ha subito una notevole riduzione negli ultimi dieci anni, scendendo dell’89%  dal 2010 al 2022. Anche le batterie, essenziali per bilanciare la fornitura di energia solare durante il giorno e la notte, hanno subito una simile rivoluzione dei prezzi,  diminuendo della stessa quantità  tra il 2008 e il 2022.

Se le previsioni dei ricercatori si rivelassero azzeccate, si prevede che l’energia solare combinata con lo stoccaggio diventerà l’opzione più economica per generare elettricità in quasi tutte le regioni del mondo entro il 2030. Nello stesso anno, si prevede che sarà meno costosa del 50% rispetto alla generazione di energia alimentata a carbone in sei grandi regioni: Ue, Stati Uniti, India, Cina, Giappone e Brasile .

“I paesi che continuano a costruire infrastrutture basate sui combustibili fossili corrono il rischio di mettere i loro settori ad alta intensità di elettricità in una situazione di significativo svantaggio competitivo – avvertono gli studiosi. Di conseguenza, dobbiamo chiederci se sia realistico fare affidamento sui combustibili fossili per il settore energetico. Il futuro sembra puntare verso una direzione più sostenibile”.