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Covid-19: in Cina crolla l’export, meno 1,4 milioni di teu nei primi due mesi dell’anno

Milano – I numeri delle esportazioni dalla Cina segnano meno 1,4 milioni di Teu nel bimestre gennaio-febbraio. A rilevarlo è il barometro di Container Trade Statistics (Cts) che ha mostrato in anteprima il dato complessivo dei volumi dell’export movimentati dall’Impero Celeste nei primi due mesi dell’anno, evidenziando che il traffico è diminuito da 14,2 milioni di Teu nel 2019 a 12,8 milioni di Teu nel 2020. E’ un dato significativo che mette a nudo l’impatto sulla domanda della seconda economia mondiale da parte del Coronavirus.

Numeri, quello di Ctc, che confermano i dati diffusi un paio di settimane fa da Reuters sull’industria manifatturiera cinese che fotografano in maniera lampante il dimezzamento della crescita nel primi due mesi dell’anno, a livelli minimi dal Novanta. Reuters parla di un deficit commerciale di 7,09 miliardi di dollari a gennaio-febbraio, mancando le attese dei mercati di un surplus di 24,6 miliardi. Oltre all’export, che nello stesso periodo è sceso del 17,2% annuo (a fronte di una stima a -14,2%), il calo dell’import si è fermato al 4% (rispetto ad un previsto -15%). A dicembre, quando la distensione commerciale con gli Usa sembrava rimettere in carreggiata gli scambi globali, le importazioni erano salite del 16,5%.

L’export si è attestato a 292,49 miliardi di dollari nel primo bimestre, scontando i problemi alla catena di produzione e distribuzione pesantemente colpita dalla decisione di estendere la festività del Capodanno lunare di gennaio negli sforzi per contenere il contagio del coronavirus nel Paese. Le vendite di alluminio grezzo, includendo metalli primari, manufatti in lega e semilavorati, sono crollati del 25,3% annuo a quasi 700.000 tonnellate. L’export di terre rare, alla base dei beni hi-tech, è crollato del 17,3%, a 5.489,2 tonnellate.

Le importazioni, secondo i dati delle Dogane cinesi, sono scese del 4%, a 299,54 miliardi, a fronte del -15% atteso. Sotto pressione le spese per materie prime come il rame (-1,2% a 3,77 milioni di tonnellate), mentre il greggio è aumentato del 5,2%, a 86,09 milioni di tonnellate, con le raffinerie impegnate a rafforzare le scorte prima del Capodanno lunare. L’import di soia è salito del 14,2% annuo grazie ai maggiori acquisti dagli Usa per effetto della tregua nella guerra commerciale: i cargo partiti nell’ambito degli accordi sono stati sdoganati proprio mentre partiva l’epidemia. L’escalation globale del Covid-19, ricorda l’agenzia finanziaria, ha già comportato ammanchi nelle forniture di componentistica cinese che ha presentato un conto da 50 miliardi di dollari alle imprese degli altri Paesi.