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Fedespedi: “Crisi di Suez, su del 44% sulla media 2023 i noli per il Mediterraneo” / Il report

“La situazione avvantaggia Tangeri (+26%) e i porti spagnoli (nel complesso +12,1%). Il presidente Pitto: “Gli scali italiani nel primo trimestre giù del 3,2%. Nei container in crescita alla Spezia (+8,9%), Salerno (+5,1%) e Genova (+1,1%), mentre gli altri mostrano tutti un segno negativo: Trieste (-17,3%), Venezia -12%) e Ravenna (-15,8%)”.

Genova – A sei mesi dall’inizio della crisi nel Mar Rosso, la scelta delle compagnie di seguire la nuova rotta del Capo di Buona Speranza sembra configurare una nuova normalità, con una riorganizzazione dei servizi che comporta un maggiore utilizzo del transhipment e una riduzione dei porti con collegamenti diretti. Fedespedi, la Federazione nazionale delle aziende di spedizione, traccia un’analisi degli impatti della crisi di Suez con il report appena pubblicato che evidenzia, citando i dati del Lloyd’s list intelligence, la riduzione del 50% dei passaggi dal canale di Suez nelle prime settimane del 2024. I noli marittimi delle rotte verso il Mediterraneo, spiega, dopo gli aumenti di dicembre 2023 e febbraio 2024 (+83%) nelle settimane successive sono scesi, ma sono rimasti comunque del 44% al di sopra dei valori medi del 2023. Inoltre la riprogrammazione delle rotte ha provocato ritardi negli arrivi delle navi e anche se la situazione è migliorata dopo il peggioramento iniziale, il tasso di puntualità ad aprile è al 54,6% contro il 62,2% di aprile 2023.
E’ ancora presto per valutare gli effetti della crisi di Suez sui porti del Mediterraneo in tutti i suoi aspetti, premette Fedespedi, ma dai dati dell’osservatorio emerge che la situazione sta avvantaggiando i porti più vicini a Gibilterra, come Tangeri (terminal Eurokai registra una crescita del 26%) e i porti spagnoli (complessivamente in crescita del 12,1%) “ma sono buoni anche i risultati dei ben più lontani porti turchi”. In crescita anche i porti del North Range (+4,5%), ma al momento su valori inferiori a quelli dei porti mediterranei censiti.
“I porti italiani evidenziano nel complesso una flessione del 3,2% nel primo trimestre del 2024, su cui pesa, tuttavia, anche l’andamento poco brillante del commercio internazionale nei primi due mesi dell’anno: esportazioni +0,6% e importazioni -10,4%. – spiega il presidente di Fedespedi, Alessandro Pitto – Occorre investire sulla nostra capacità di essere competitivi sul mercato del commercio internazionale, recuperando in questo modo eventuali quote di traffico perse a causa delle mancate toccate delle rotte presso i nostri porti”.
Tra i porti italiani, il report segnala, per il traffico container, nei primi tre mesi del 2024 in crescita La Spezia (+8,9%), Salerno (+5,1%) e Genova (+1,1%). “Mentre gli altri mostrano tutti un segno negativo, in particolare quelli adriatici, come Trieste (-17,3%), i cui risultati sono influenzati dalla riduzione delle attività di transhipment, Venezia -12%) e Ravenna (-15,8%)”, elenca lo studio.
“La riorganizzazione dei servizi da parte delle compagnie, con un maggiore utilizzo del transhipment e una riduzione dei porti con servizi diretti, oppure una diversa rotazione con cancellazione di porti, o inserimento di nuovi è un’eventualità che potrebbe investire anche i porti italiani”, sottolinea il report. E spiega: “Osservando la struttura dell’offerta si possono notare vari cambiamenti da parte delle compagnie, anche a livello di servizi intramed, tra l’altro in continuo divenire. Alcuni esempi, tra i molti che potrebbero essere fatti: X-Press Feeders ha attivato un nuovo servizio che collega Tangeri e Algeciras con Savona, Civitavecchia, Salerno, Napoli; One ha riorganizzato il servizio feeder Aib aggiungendo Trieste e il Pireo (Pireo, Alessandria, Damietta, Koper, Trieste, Venezia, Ancona), Cma-Cgm ha rimosso Genova e Livorno dal servizio Euronaf (Algom) rimpiazzandoli con Barcellona (Barcellona, Marsiglia, Valencia, Algeciras, Orano, Mostaganem)”.

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