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Crisi PIL, cedute altre 2 navi in vista dell’incontro con i creditori previsto il primo febbraio

Milano – Nel tentativo di rafforzare il suo bilancio, Pacific International Lines (PIL) ha venduto altre due navi della flotta. La prima è la Kota Jati (nella foto) da 1.728 Teu, costruita nel 2000, acquistata dal vettore cinese intra-asiatico EAS International Shipping e ribattezzata EAS Osaka.

EAS gestisce servizi tra Cina, Corea del Sud e Giappone, utilizzando una flotta di navi anziane. La società è di proprietà del gruppo immobiliare cinese Tianjin Yicheng, che ha acquisito EAS dal conglomerato malese Kuok Group nel 2007. L’acquisizione della nave porta la flotta di proprietà EAS a sette navi.

La seconda nave è la Kota Nelayan da 1.810 Teu, costruita nel 2010, acquistata dalla società tedesca Briese Schiffahrt e ribattezzata Mellum. VesselsValue ha stimato i prezzi per EAS Osaka e Mellum rispettivamente a 3,34 milioni di dollari e 10,59 milioni di dollari. Entrambe le navi hanno lasciato la flotta di PIL il 23 dicembre 2020.

A metà novembre 2020 la compagnia di Singapore ha trovato un accordo per il piano di ristrutturazione con Heliconia Capital Management, società di investimento del governo di Singapore controllata da Temasek Holdings, a stretto giro ha presentato anche domanda di protezione all’Alta Corte di Singapore sospendendo i rimborsi sulle obbligazioni in scadenza il 16 novembre 2020. Da parte sua, l’Alta Corte ha richiesto ai giudici del tribunale, delegati a seguire il caso, anche l’autorizzazione per convocare un incontro tra PIL e i suoi creditori, prevista il 1° febbraio, in modo che la compagnia in difficoltà possa spiegare il piano di risanamento proposto ai creditori.

Fino al 30 giugno, le passività totali di PIL ammontavano a 3,59 miliardi di dollari, inclusi 1,12 miliardi di dollari di prestiti bancari con scadenza entro un anno.

Per ristrutturare il proprio bilancio, PIL ha venduto una serie di attività quest’anno, tra cui la società controllata Pacific Direct Line e un certo numero di navi, uscendo anche dal traffico Transpacifico. La compagnia ha ceduto 19 navi da dicembre 2019 ad oggi. Il ridimensionamento della flotta di PIL ha portato il vettore a uscire dal ranking dei primi 10 operatori di linea, collocandosi al 12° porto.