Crociere

Crociere a Venezia, il caso Norwegian Gem non si placa. Gli operatori: “Non abbiamo alternative credibili”

Lo scalo in rada è, purtroppo, la naturale conseguenza della mancanza di soluzioni credibili per tutti gli armatori a un anno dall’entrata in vigore del Decreto legge 103

Venezia – Botta e risposta fra ambientalisti (supportati da una parte della politica) e operatori del comitato Venezia Port Community dopo il caso della nave da crociera Norwegian Gem, che ha utilizzato battelli per trasportare i passeggeri dalla rada alla città.

“La nave ha ancorato in rada, davanti a Malamocco, perché a Porto Marghera gli ormeggi disponibili erano due ed entrambi erano occupati da altre navi da crociera”, hanno spiegato gli operatori al Gazzettino, rispondendo alle accuse degli ambientalisti e del parlamentare veneziano del Pd, Nicola Pellicani, secondo i quali è pericoloso trasportare i passeggeri con navette dalla rada a Riva Sette Martiri, perché l’operazione provocherebbe un aumento del moto ondoso e incentiverebbe il fenomeno del “turismo mordi e fuggi”, oltre a non portare soldi a Venezia perché “la nave era solo in transito e i servizi di cui aveva bisogno li ha pagati al porto di Trieste”.

“L’alternativa per la compagnia sarebbe stata di non scalare Venezia, con un evidente danno economico, reclamabile anche dai passeggeri per il mancato rispetto degli accordi di viaggio”, dicono gli operatori al Gazzettino.

I 1.300 passeggeri scesi dalla Norwegian Gem sono stati portati in Riva Sette Martiri e accompagnati in tour organizzati, durante i quali hanno pagato per visitare luoghi tipici e per mangiare in ristorante. Siamo comunque consapevoli che la soluzione della rada non può rappresentare una alternativa stabile agli approdi diffusi ma costituisce una opportunità da valutare caso per caso sulla quale le autorità competenti potranno decidere modalità e gestione delle operazioni. Lo scalo in rada è, purtroppo, la naturale conseguenza della mancanza di soluzioni credibili per tutti gli armatori ad un anno dall’entrata in vigore del Decreto legge 103, il decreto Draghi che ha chiuso al transito il bacino di San Marco e il canale della Giudecca”.