Crociere

Crociere, boom di crimini nel 2019. Il problema della giurisdizione mai affrontato / Focus

Miami – Secondo il rapporto 2019 del Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti, gli operatori crocieristici hanno registrato un’ondata di criminalità senza precedenti la scorsa estate, con 35 aggressioni sessuali, due sparizioni e cinque furti di oltre 10.000 dollari denunciati al Federal Bureau of Investigation (FBI) tra luglio e settembre. Un totale di 46 reati gravi che ha superato qualsiasi altro periodo estivo dal 2016.

Le grandi navi da crociera possono trasportare anche più di 5.000 passeggeri e dispongono di strutture pubbliche come palestre, centri benessere e ristoranti, fanno notare gli uomini del Dipartimento dei trasporti Usa. Tuttavia, le navi non hanno forze di polizia indipendenti e le vittime di crimini devono fare affidamento su squadre di sicurezza di bordo, che non sempre hanno una base legale che li legittimi ad agire.

La situazione è aggravata dal fatto che molte navi frequentano acque di Paesi troppo piccoli e poveri per affrontare efficacemente i crimini o portare avanti azioni penali. Di conseguenza, le vittime e le loro famiglie spesso affrontano il trauma di non vedere mai gli aggressori affrontare la giustizia, in particolare se la nave al momento del reato si trovava in acque internazionali.

 “Gli operatori di crociera devono essere incoraggiati affinchè questa situazione migliori, anche nel loro interesse”, dice Anne Warren, CEO di Supporting Justice, società di consulenza che aiuta le organizzazioni che lavorano con vittime di reati e testimoni. “Armatori e IMO sembrano riluttanti ad agire. Dobbiamo aumentare la loro consapevolezza; se le persone iniziassero a chiedersi cosa accadrebbe se fossero colpite da un crimine in mezzo all’oceano, forse potrebbero arrivare a rendersi conto che quando una nave da crociera lascia una nave nel Regno Unito, sta effettivamente entrando in un luogo dove anche reati gravi non vengano indagati efficacemente”.

La vera portata del crimine grave a bordo delle navi da crociera è difficile da valutare a causa della storica mancanza di statistiche affidabili. La situazione è cambiata nel 2010, quando l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato la Legge sulla sicurezza delle navi da crociera (Cvssa) come parte di una serie di misure progettate per migliorare la security delle crociere. Il Cvssa rende obbligatorio per le navi denunciare all’FBI otto specifici reati gravi. I crimini riguardano aggressioni sessuali, omicidi, rapimenti, furti del valore eccedente i 10.000 dollari, morti sospette, aggressioni con gravi lesioni fisiche, spari e cittadini statunitensi dispersi.

Secondo Ross Klein, un esperto del settore crocieristico ascoltato dal Senato degli Stati Uniti, la situazione è migliorata sensibilmente, ma restano ancora aree grigie. “Il Cvssa dice alle compagnie di crociera quali crimini devono denunciare: se un crimine non rientra in tali categorie, non viene denunciato”, ha detto Klein. “Ad esempio, qual è l’area grigia tra un’aggressione, che non deve essere segnalata come un crimine, e un’aggressione con gravi lesioni fisiche? Se sbatti la testa contro il muro e subisci una commozione cerebrale la compagnia di crociera può dire che è solo un’aggressione. I dati dell’FBI riflettono solo ciò che l’armatore ha etichettato come incidenti gravi“.

Le aggressioni sessuali rappresentano un numero sproporzionatamente elevato di gravi crimini a bordo delle navi da crociera e, in modo inquietante, molti minori sono coinvolti. Un rapporto del Congresso del 2013 ha rilevato che i minori erano vittime in un terzo di tutti i casi di violenza sessuale denunciati all’FBI. Negli ultimi 20 anni, l’avvocato marittimista americano Jim Walker ha rappresentato oltre 100 donne e / o bambini che affermano di essere stati aggrediti sessualmente su navi da crociera: un terzo dei suoi casi riguardava bambini. Nonostante la sua decisione di dare seguito solo a crimini che avevano basi solide e prove convincenti, solo due dei circa 100 casi hanno portato a un procedimento giudiziario contro uno stupratore a bordo. “L’FBI ha criteri rigorosi”, ha detto Walker. “Se indagano su un crimine e una donna è stata sottoposta a un consumo eccessivo di alcol e poi violentata, i loro criteri raccomandano che il crimine non sia perseguito perché la vittima non era consapevole a causa dell’assunzione volontaria di alcolici”.

Esiste una chiara correlazione tra consumo eccessivo di alcol e criminalità sulle navi da crociera, in particolare con crociere rivolte a un target più giovane fuori da Australia e Stati Uniti. “È una dinamica totalmente diversa quando si sale su una di quelle navi. Sono luoghi dove le risse sono frequenti, e l’industria delle crociere non è organizzata per gestire quel problema”, ha detto l’avvocato marittimo.

Da parte sua, l’industria delle crociere continua ad affermare che la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio è una priorità numero uno. “Anche se raro, il crimine che si verifica a bordo delle navi da crociera è preso molto sul serio ed è soggetto a rigide segnalazioni che coinvolgono le forze dell’ordine internazionali, nazionali e locali” dice la Clia.  “Purtroppo non esistono leggi che impongano un certo numero di guardie di sicurezza o un certo tipo di addestramento – ha ricordato Klein-. Dal mio punto di vista, c’è un numero insufficiente di guardie di sicurezza, che sono anche poco addestrate”.

I team di sicurezza sono i primi soccorritori sulle navi da crociera, ma la giurisdizione ultima sul crimine dipende da dove si è verificato. Se la nave è in porto o entro 12 miglia nautiche (22 km) dalla costa, sono competenti le autorità locali. Se la nave supera questo limite costiero, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, la giurisdizione ricade sullo Stato di bandiera della nave. La maggior parte delle navi da crociera sono registrate negli stati di bandiera come Panama e le Bahamas, quindi le indagini penali e le azioni penali sono soggette alle leggi nazionali di questi Paesi. “Il problema è che spesso questi Paesi di bandiera non hanno amministrazioni marittime capaci”, ha affermato il capitano Michael Lloyd, consulente marittimo e autore di numerosi articoli sul crimine di crociera.

“L’Autorità marittima bahamiana ha oltre 700 navi da crociera, ma il loro dipartimento marittimo comprende solo sei ragazzi seduti in un ufficio a Londra. Le loro forze di polizia non sono in grado di affrontare il crimine nel loro paese, figuriamoci a bordo delle centinaia di navi da crociera che operano in tutto il mondo”. Le organizzazioni delle vittime hanno tentato, in passato, di approvare la legislazione per richiedere a bordo agenti di polizia indipendenti. Tuttavia, l’industria delle crociere si è opposta, sostenendo che le forze dell’ordine statali non hanno giurisdizione sulle navi da crociera battenti bandiera straniera in acque internazionali.

Il Capitano Lloyd propose una soluzione alternativa a quel dilemma: introdurre un nuovo grado di ufficiale di sicurezza marittima, ottenuto attraverso processi formali di formazione e certificazione. “A questi ufficiali sarebbe stato rilasciato un certificato dallo Stato di bandiera delle navi: avrebbero poteri giudiziari ai sensi di tale amministrazione per denunciare i passeggeri ed effettuare arresti. In altre parole, sarebbero indipendenti dall’armatore. Perché questo non sia già stato fatto è al di là delle mie competenze”.

Il Cruise Passenger Protection Act (Cppa), introdotto a metà novembre 2019, rafforza la sicurezza e le protezioni dei passeggeri ai sensi della legislazione Cvssa. Il Cppa impone agli armatori di navi da crociera di notificare all’FBI entro quattro ore un presunto crimine. Se si è verificato un presunto reato mentre la nave si trovava in un porto degli Stati Uniti, l’armatore deve informare l’FBI prima della partenza della nave. Le linee di crociera devono dotarsi di apparecchiature di videosorveglianza in tutte le aree comuni dei passeggeri e negli altri spazi pubblici aperti sulla nave. Infine, queste navi devono integrare la tecnologia in grado di catturare immagini e rilevare quando un passeggero è precipitato in mare.