Crociere

Crociere, Jalesh si ritira dal mercato. Sessanta marittimi bloccati a bordo dell’unica nave

Mumbai – Malgrado l’ottimismo ostentato anche di recente dai suoi vertici, la prima compagnia di crociere indiana ha annunciato che interromperà le operazioni. Jalesh Cruises, che aveva sofferto pesantemente la sospensione delle crociere, ha citato “l’impatto della pandemia e l’incertezza della data di ripesa” per giustificare la fine dell’attività.

Jalesh aveva precedentemente annunciato un piano per riprendere le operazioni a novembre, dopo che il governo indiano aveva delineato una serie di protocolli per ridurre le restrizioni e consentire la ripresa dei viaggi in mare. Citando i crescenti debiti, la società che aveva iniziato le operazioni nell’aprile 2019, ha annunciato la sua decisione di cessare il servizio.

Allo stesso tempo, la società in una dichiarazione scritta si è appellata all’Alta Corte indiana e a Port Trust per fornire assistenza ai marittimi. I creditori della compagnia hanno infatti ottenuto il fermo dell’unica nave della flotta, la Karnika, sessanta membri dell’equipaggio sono rimasti bloccati sulla nave a Mumbai. “Sfortunatamente, a causa del ritardo della decisione del tribunale, l’equipaggio della nave sta vivendo in cattive condizioni senza carburante né alimentazione. Speriamo che i membri possano tornare a casa, non appena le formalità legali saranno completate”.

Costruita nel 1990 e gestita come Crown Princess dalla compagnia Princess Cruises, la nave da crociera da 70.000 tonnellate di stazza lorda era all’epoca una delle più grandi al mondo. Carnival Corporation successivamente aveva trasferito la nave in Australia, dove era stata utilizzata come Pacific Jewel insieme alla sua nave gemella, la Pacific Dawn. 

Jalesh era stata lanciata come una compagnia indiana che offriva brevi crociere: la società aveva affermato l’intenzione di acquisire una seconda nave da crociera per aumentare il servizio.

Le operazioni di Jalesh sono state sospese il 12 marzo 2020 e alcuni giorni dopo la nave è stata arrestata dall’Ammiragliato indiano con circa 4 milioni di dollari di debiti, principalmente per carburante e rifornimenti.

“Vorremmo rassicurare l’equipaggio e le loro famiglie che non ci siamo dimenticati di loro”, si legge in un comunicato della compagnia. Citando un anonimo senior management, la dichiarazione continua: “Inoltre, assicuriamo ai nostri membri dell’equipaggio che riceveranno i loro stipendi non appena saranno disponibili i fondi. La priorità principale è riunire l’equipaggio con le loro famiglie”.