Analisi Shipping e Logistica

Noli container in discesa: il 2024 sarà l’anno della tempesta perfetta?

Gli ultimi dati suggeriscono che il 2024 potrebbe essere ancora più brutale del previsto per i vettori nel mercato del trasporto container

Il settore container si prepara a un 2024 difficile, forse più di quanto gli stessi armatori immaginavano fino a poche settimane fa. Se le statistiche del Drewry World Container Index continuano a scendere, un nuovo allarme arriva adesso da Xeneta, la piattaforma di benchmarking dei noli e di analisi di mercato: gli analisti prevedono “segnali inquietanti per i vettori”, poiché i noli a lungo termine continuano a scendere.

“I segnali di allarme c’erano già, ma gli ultimi dati di Xeneta suggeriscono che il 2024 potrebbe essere ancora più brutale del previsto per i vettori nel mercato del trasporto marittimo di merci”, scrive la società nella sua ultima analisi di mercato. Lo Xeneta Shipping Index, che tiene traccia degli sviluppi delle tariffe globali contratte a lungo termine, è diminuito di un ulteriore 4,7% in ottobre ed è ora inferiore del 62,3% rispetto a novembre 2022.

Mercato falsato da vecchi contratti

Emily Stausbøll, analista del mercato di Xeneta, sottolinea tuttavia che questo potrebbe essere un segnale ancora più inquietante per gli armatori. “Probabilmente stanno sostenendo la media i contratti più vecchi, si tratta di impegni firmati nel 2022 quando i tassi erano molto più alti”. Stausbøll avverte che “la situazione peggiorerà ulteriormente con l’arrivo del 2024”: “I vecchi contratti verranno in gran parte sostituiti nella prima parte del prossimo anno e gli armatori rimarranno esposti all’attuale debolezza del mercato. Va  notato che anche le quattro principali compagnie aeree hanno registrato grandi perdite finanziarie nel terzo trimestre del 2023. Tutte le società hanno riportato cali significativi, evidenziando universalmente i noli, più che i volumi, come fattore chiave”.

Maersk, da tempo considerata un punto di riferimento per il settore, ha avvertito nel suo rapporto del terzo trimestre che “il settore ha bisogno che i noli inizino a riprendersi”. Gran parte delle attività di Maersk (68%) avviene con contratti a lungo termine. Parlando con gli investitori Vincent Clerc, ceo del colosso danese, ha sottolineato le imminenti trattative contrattuali con gli spedizionieri avvertendo che “se le tariffe spot non migliorassero ciò potrebbe portare a una situazione piuttosto disastrosa nel 2024”.

Drewry, nel suo più recente rapporto sull’indice pubblicato il 30 novembre, sottolinea che “mentre l’indice composito è rimasto stabile a 1.382 dollari questa settimana, è diminuito del 40% rispetto alla stessa settimana dell’anno scorso”. Il calo è del 3% rispetto alla media pre-pandemia nel 2019 e da inizio anno è quasi 1.000 dollari in meno rispetto alla media decennale.

“Abbiamo sempre saputo che sarebbe arrivata una tempesta nel primo trimestre del 2024 con la scadenza dei contratti più vecchi, ma sembra che sia arrivata prima del previsto”, afferma Xeneta. “Possiamo essere assolutamente certi che i nuovi contratti verranno firmati a tariffe molto più basse rispetto a quelle firmate in questo periodo l’anno scorso, quindi se i vettori stanno già segnalando perdite, quali saranno le perdite l’anno prossimo? Potremmo parlare di numeri estremamente grandi”.

Xeneta vede anche alcuni segnali positivi e fa notare che i noli a lungo termine rimangono in aumento del 39,5% rispetto a novembre 2020. “I vettori dovranno diventare più aggressivi nella gestione della capacità per evitare il potenziale di catastrofiche conseguenze finanziarie nel 2024”.