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Dal porto di Ravenna al Marebonus, cosa prevedono gli emendamenti “segnalati” alla legge di Bilancio

Tra le proposte l’istituzione del Fondo Nazionale per il contrasto agli svantaggi derivanti da insularità

Roma – Dal rifinanziamento di Marebonus e Ferrobonus all’istituzione del fondo denominato “Progetto Mediterraneo”. Ecco gli emendamenti alla legge di Bilancio ‘sopravvissuti’, ovvero ‘segnalati’, alla prima scrematura. L’elenco è disponibile cliccando qui.

A proposito della continuità territoriale, un emendamento prevede che “al fine di assicurare la piena attuazione dei principi di cui al comma 6 dell’articolo 119 della Costituzione, in materia di rimozione degli svantaggi derivanti dell’insularità, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo denominato “Fondo Nazionale per il contrasto agli svantaggi derivanti da insularità“, con una dotazione pari a 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023, suddiviso in Fondo per gli investimenti strategici e Fondo per la compensazione degli svantaggi. Nella dotazione del Fondo possono confluire risorse già stanziate, a livello nazionale ed europeo, al fine di razionalizzare gli strumenti a sostegno delle isole e di contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità”.

Per quanto riguarda il porto di Ravenna, l’implementazione del corridoio Baltico-Adriatico e del corridoio Mediterraneo, “è autorizzata la spesa di 35 milioni di euro per l’anno 2023 e 35 milioni di euro per l’anno 2024 in favore dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale per l’adeguamento delle banchine operative. E’ altresì autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2023 e 9 milioni di euro per l’anno 2024 per l’approfondimento dei canali Candiano e Baiona, l’adeguamento delle banchine esistenti, la realizzazione nuovo terminal in penisola Trattaroli e l’utilizzo materiale estratto”.