Porti e Infrastrutture Shipping e Logistica

Dalla rivolta al varco 4 del Molo VII al letto di ospedale. La testimonianza di un portuale triestino

Intervistato dal “Piccolo”, Cristian racconta la sua esperienza sul Covid: “Adesso che sono qui ho aperto di più gli occhi”

Trieste – “Ho il Covid: in questi giorni mi sentivo affaticato e a un certo punto avevo iniziato a fare fatica a respirare…”. E’ la testimonianza di un portuale di 52 anni, Cristian, che il Piccolo di Trieste ha pubblicato oggi. Dalla rivolta al varco 4 del Molo Settimo, al letto di ospedale è l’incipit dell’articolo. “Qui mi danno l’ossigeno con casco e mascherina, mi sento al sicuro”, racconta il portuale che ora è ricoverato alla terapia intensiva di Cattinara.

“Ha cambiato idea sul Covid?”, chiede il giornalista. “Non ho mai negato che il Covid possa essere pericoloso, ma adesso che sono in ospedale ho aperto di più gli occhi. Vedo i pazienti come sono qui, che stanno male…infatti, sto dicendo ai miei colleghi di non sottovalutare il virus. Però, io sono contro la situazione che si è creata con il Green Pass…”, risponde il portuale.  

“Lei non è vaccinato, perché?”, chiede ancora il giornalista. “Una mia libera scelta. Magari un domani lo farò”. Alla fine, Cristian manda un ultimo messaggio: “Il Covid può essere una cosa brutta, Io non dico agli altri cosa devono fare della loro vita, dico solo…muli, guardeve”.