Crociere Interviste Yacht

De Wave: “Il consolidamento dell’alta gamma nel 2021. Il ritorno del revamping dal 2024”

Se le crociere procedono, nonostante le incertezze, lo yachting sembra inarrestabile. “Il tema della sostenibilità è trasversale e abbraccia ogni aspetto della vita

Genova – Oltre 600 persone impiegate, tre segmenti industriali e tante nuove prospettive per il futuro. Il Gruppo De Wave si presenta a fine 2021 con molto ottimismo in tasca.

«I cantieri delle crociere hanno mantenuto in larga misura gli impegni e il carico di lavoro previsto», analizza Vittorio Magnaghi, Chief Commercial Officer dell’azienda basata a Genova. «C’è stata qualche flessione nel corso del periodo pandemico, ma comunque limitata fondamentalmente al problema dei ritardi nelle consegne delle navi. Per quanto riguarda il settore yacht, invece, l’ultimo anno ha segnato una crescita enorme nell’order book dei cantieri, segno di un rinnovato desiderio della fascia alto-spendente di tornare a investire sulle barche di alta gamma».

Lo scorso ottobre De Wave ha annunciato il completamento di quattro diversi progetti di allestimento di navi da crociera. MS Rotterdam (Holland America Line), MSC Seashore (MSC Crociere), Venus (Viking Ocean Cruises) e Valiant Lady (Virgin Voyages) sono solo gli ulimi lavori consegnati nel corso del 2021. «L’allestimento degli interni delle future navi da crociera non ha subìto grandi cambiamenti a causa del Covid. Gli spazi comuni sono rimasti tali, così come la richiesta degli armatori di avere a disposizione zone ampie e accoglienti. I teatri, i ristoranti e tutte le aree più capienti di navi di questa stazza non hanno avuto modifiche di sorta.  

La grande flessione ha riguardato nel settore cruise, le attività di refitting», infatti sono rimasti  quei lavori che ottemperano ai nuovi regolamenti internazionali. «Da questo punto di vista, sono stati effettuati numerosi interventi di refit già nel 2021 a bordo delle navi, per andare incontro alle richieste degli standard internazionali per l’accessibilità ei regolamenti ADA».

Il Covid ha certamente impattato molto sullo stile di vita, ma sembra non aver modificato quindi le richieste degli ospiti a bordo. Anzi, se possibile ha accentuato ulteriormente la voglia di avere spazi ampi e in grado di accogliere tante persone. È altresì vero che alcune navi sono state ferme a lungo, e non hanno effettuato manutenzione come previsto, mentre altre compagnie hanno sfruttato delle soste per fare lavori di modernizzazione. Quando le aziende avranno ricapitalizzato e saranno tornate in pareggio rispetto alle perdite dell’ultimo anno e mezzo – verosimilmente nel 2024-2025 – vedremo una forte ripresa anche sul revamping delle unità rimaste sottoutilizzate».  

Oggi però il mondo ha una grande, forte richiesta: che le navi e il divertimento assicurato a bordo siano in grado di essere poco impattanti sull’ambiente, e non solo per quanto riguarda i carburanti. Ancora Magnaghi: «Su questo tema dobbiamo pensare a fare degli interventi strutturali anche sui materiali a disposizione. Come De Wave siamo sempre pronti a fornire materiali riciclabili e con una filiera garantita, ma il mercato ancora non è pronto per questa fase. I tempi sono più lunghi, quando si parla di unità così grandi e con una vita operativa lunga. Dovremmo anche guardare agli esempi virtuosi. La nostra azienda è un valore aggiunto per Genova e per il territorio, e quello che si è fatto in Italia con Costa Concordia, con lo smontaggio e il riciclo di buona parte del materiale della nave, rappresenta una delle più importanti best practice in termini di Ship Recycling».  

Il momento attuale, però, vede ritardi e difficoltà sull’approvvigionamento del materiale, porti congestionati, una nuova ondata di Covid e l’innalzamento dei costi delle materie prime. «Il problema è reale, anche perché se i costi dell’energia raddoppiano, rischiano di smorzare sul nascere la ripresa. Tutti gli operatori stanno vivendo questa fase con incertezza, anche perché c’è ancora molta incertezza sui tempi di approvvigionamento dei materiali Queste criticità rischiano davvero di minare la ripresa per le aziende del settore che hanno chiuso contratti multi-nave nel passato. Anche per questo motivo De Wave si è strutturata per crescere e differenziarsi, avendo alle spalle investitori importanti che ci hanno sostenuto anche durante una congiuntura sfavorevole. Il mix di temi sul tavolo può essere davvero preoccupante, ma la nostra azienda ha una strategia di crescita solida e di lungo periodo».

Se le crociere procedono, anche con qualche punto interrogativo, lo yachting sembra inarrestabile. «Il tema della sostenibilità ambientale è trasversale e abbraccia ogni aspetto della vita. Ma nel mondo degli yacht è arrivato prima, perché la sensibilità dell’armatore può essere soddisfatta più rapidamente rispetto alle grandi unità. C’è una sempre maggiore attenzione ai materiali e al ciclo di vita stesso della barca. Quando si disegna un nuovo yacht, ormai, si punta già a capire quali materiali potranno essere riciclati e riutilizzati, una volta che sarà dismesso».  

Il mondo della cantieristica può espandersi e crescere, diventando un forte motore anche per l’occupazione? «Certo, anche perché le persone che lavorano all’interno del nostro Gruppo possiedono capacità estremamente precise. Essere un Project Manager di una nave da crociera presuppone non soltanto le conoscenze tecniche necessarie, ma soprattutto capacità manageriali e rapidità mentale nel rispondere celermente a problemi che a terra non esistono. Anche per questo la formazione è un fattore-chiave del settore. La specializzazione è tutto, e per questo anche l’Università di Genova ha attivato alcuni corsi ad hoc. Le competenze di chi lavora in questo settore non si esauriscono in una generazione, e anche se la tecnologia sarà sempre più presente, non si corre certo il rischio che un robot possa portare via il lavoro a un carpentiere specializzato. Nei prossimi anni vedremo molti cambiamenti, e per questo un’azienda come De Wave è già pronta».