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Debiti sopra il miliardo di euro, Vroon perde il controllo della compagnia: ora al timone ci sono le banche

L’armatore raggiunge un accordo con gli isituti: i prestiti saranno ripagati in azioni. E così la famiglia che ha fondato la società finisce in minoranza.

Milano – L’armatore olandese Vroon è stato scalzato dai suoi finanziatori alla guida della società, dopo il via libera a un secondo rifinanziamento.

L’aramtore che gestisce circa 100 petroliere e unità offshore, ha spiegato che è stato raggiunto un accordo con le banche per lo scambio dei prestiti con azioni. La conseguenza è che la famiglia che ha fondato la compagnia Vroon, perderà il controllo di maggioranza della società.

L’accordo di ristrutturazione è stato raggiunto per “assicurare la flessibilità finanziaria, per garantire la crescita e la redditività futura” ha scritto l’armatore in una nota.

“Per diversi anni Vroon ha discusso con i suoi istituti di credito per risolvere il sovraindebitamento”, ha aggiunto la società. Il debito sarà ridotto da quasi 1 miliardo di euro a 350 milioni di euro. Circa 35 navi offshore controllate tramite Vroon Offshore Services (VOS) sono state trasferite a una società costituita dalle banche.

Attualmente non sono previste perdite di posti di lavoro tra i 1.800 dipendenti.

Vroon ha affermato che la transazione, insieme alle dismissioni delle navi lo scorso anno, porterà a un rafforzamento “molto significativo” del bilancio e consentirà la continuità della compagnia.

“In cambio della cancellazione del debito, i finanziatori della società diventeranno gli azionisti di maggioranza di Vroon. Questo accordo è ancora soggetto ad approvazioni formali e dovrebbe essere attuato nella prima metà del 2022”, ha affermato Vroon.

Tutti i 18 istituti di credito devono firmare l’accordo prima di aprile.

In collaborazione con le banche, la società ha accettato di cedere tutte le navi portacontainer, le bulker, le navi per il trasferimento dell’equipaggio e le navi da trasporto: lo scopo è ripagare il debito.