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Decarbonizzazione, la Russia procede a ritmi più lenti del previsto

Londra – Gli interessi nazionali russi sono destinati a prevalere sulla necessità di ridurre l’impatto sul clima, rendendo il paese uno dei più lenti sul fronte della decarbonizzazione a livello globale.

Lo dice un report di S&P Global Platts Analytics. Sebbene la Russia abbia ratificato l’accordo sul clima di Parigi a settembre, gli interessi russi sembrano concentrarsi sempre di più sullo sviluppo della produzione elettrica, del benessere sociale e della sicurezza delle infrastrutture, secondo lo stesso rapporto. “Gli investimenti nel settore energetico garantiranno un ruolo stabile per il nucleare e l’idroelettrico”, dicono gli analisti. Gas e carbone a buon prezzo, tuttavia, rendono il ricorso a combustibili fossili “un’opzione soddisfacente per la Russia, e la loro domanda rimarrà sostenuta”. 

La domanda di elettricità in Russia resterà comunque debole a causa di un’economia poco brillante. Nuovi rischi, peraltro, potrebbero arrivare dai rapporti con l’Ue. In linea con proposte politiche più ambiziose sulla riduzione delle emissioni di CO2, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso di esaminare una carbon tax per tutte le importazioni, compresa l’elettricità. “Anche se è molto improbabile che ciò accada presto, la proposta potrebbe comportare ulteriori rischi per i flussi di energia russi”, afferma il rapporto.