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Decreto “Agosto”: chiuso il contenzioso tra porti turistici e Stato

Milano – Con il Decreto “Agosto” si è chiuso il contenzioso tra porti turistici e Stato per l’applicazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali, anche sulla spinta del -40% registrato dal comparto del turismo nautico a causa del lockdown. E’ stata così accolta, dopo 13 anni di giudizi, la pronuncia della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittima la retroattività della norma, salvando dal fallimento 23 porti e i relativi 5.000 posti di lavoro collegati. L’altra disposizione riguarda i Marina Resort, le porzioni degli approdi che offrono servizi turistici, chiarendo l’ambito di applicazione dell’IVA turistica a detti servizi.

Per il settore, rimane tuttavia la delusione per la cancellazione del pacchetto di misure chieste per annullare il divario fra norme di procedura fiscale italiane e francesi, gap che spinge le aziende italiane a delocalizzare oltralpe o a Malta le loro sedi legali e, di conseguenza, versare in questi Paesi le loro imposte. La misura non riguardava sovvenzioni o riduzioni di imposte, ma una correzione necessaria per ovviare a squilibri che oggi rendono più conveniente scegliere una bandiera europea o firmare un contratto di leasing nautico in un altro Paese dell’Unione a danno dell’economia nazionale. Queste norme erano state approvate dalla Commissione Bilancio, inserite dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel maxi-emendamento del governo e infine approvate dalla Ragioneria dello Stato, ma sono state cancellate dal testo subito prima del voto di fiducia, su richiesta della presidenza del Senato.

 Con il 60° Salone Nautico, l’unico al mondo che è riuscito a essere in linea con le regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo dato alle aziende del settore l’opportunità di lavorare e ritrovare i loro mercati, ora però le prenotazioni firmate vanno trasformate in contratti per il 2021. Per questo, attendevamo con ansia questo pacchetto di misure di ambito fiscale, commenta il presidente di Confindustria Nautica, Saverio CecchiCome ho detto ieri in chiusura del Salone, sono rimasto sconcertato nell’apprendere che proprio queste norme fossero state cassate forse in conseguenza delle polemiche politiche degli scorsi giorni. Questo episodio misura tutta la distanza fra il vertice dello Stato e l’Italia reale, mentre i nostri competitor esteri vedono i loro paesi utilizzare, quasi stressare, ogni possibile norma per aiutare le imprese a ripartire”.