Porti

Depositi chimici in porto a Genova, sempre più distanti le posizioni di Grimaldi e di Bucci / Il retroscena

Oggi incontro nel capoluogo ligure, ma le soluzioni proposte dal sindaco sarebbero difficilmente percorribili. E ora lo scalo rischia di perdere il primo armatore italiano per fare spazio al petrolchimico

Genova – Nulla di fatto, almeno al primo incontro. Il tavolo tra il sindaco di Genova Marco Bucci e gli emissari di Manuel Grimaldi, come aveva anticipato ShipMag nei giorni scorsi, non solo non ha portato a risultati concreti, ma se possibile, raccontano fonti qualificate, avrebbe persino aumentato le distanze tra l’amministrazione comunale e il primo armatore italiano.

Sul piatto c’è sempre il contestato trasferimento in porto dei depositi chimici del gruppo Ottolenghi. L’operazione è fortemente sostenuta dal sindaco, ma provocherebbe il contestuale drastico ridimensionamento dell’operatività di Grimaldi nel porto di Genova perchè la banchina su cui si dovrebbe trasferire il petrolchimico è proprio quella utilizzata dall’armatore napoletano.

Bucci avrebbe proposto diverse soluzioni agli emissari di Grimaldi (tra questi il vicepresidente di Alis Marcello Di Caterina accompagnato da un altro manager del gruppo), ma nessuna sarebbe percorribile in tempi rapidi. E Genova rischia adesso di perdere il primo armatore italiano.

Intanto nella politica ligure continuano a crescere i dubbi sull’operazione, anche nel centrodestra, la coalizione che sostiene Bucci anche in questa tornata elettorale. Insomma il quadro si complica per il porto di Genova che in fretta, a dicembre, ha dato il via libera al trasferimento dei depositi chimici con due delibere votate dal comitato di Gestione dell’Authority di sistema portuale, convinto in questa scelta forse anche dalla ferrea volontà manifestata a più riprese dal sindaco.