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DigITAlog (ex UIRnet) naviga a vista senza idee e in attesa degli eventi / Il commento

La società, soggetto attuatore unico sui temi legati alla Piattaforma Logistica Digitale, è in difficoltà finanziarie e progettuali.

Sono 20 mesi che digITAlog SpA attende la sottoscrizione, da parte del ministero delle Infrastrutture e della Mobilita Sostenibili (MIMS), della convenzione. Dopo la presentazione ai soci del bilancio 2020, il Cda della società ha messo in cassa integrazione diversi impiegati e tecnici. Essendo, digITAlog, un organismo di diritto pubblico, soggetto attuatore unico del MIMS sui temi legati alla Piattaforma Logistica Digitale, risulta quantomeno insolito l’utilizzo della cassa integrazione.

Ma questa vicenda mette in rilievo le difficoltà finanziarie e progettuali. Ancora non sembra risolta la vicenda legata a Logistica Digitale, e in particolare il contenuto del PNRR mette sotto lente d’ingrandimento l’ex UIRnet (leggi sotto).

Quindi, l’ambito e l’attività di UIRnet sono in fase di revisione e il ministero prenderà tutte le iniziative necessarie per procedere alla rinegoziazione…rafforzando il controllo pubblico sull’uso delle risorse pubbliche….esercitando controllo analogo a quello esercitato sui servizi della PA.

Emerge, quindi, in modo chiaro la volontà politica di superare l’anomalia UIRnet di essere organismo pubblico con una proprietà privata. Inoltre, sono previsti molti quattrini sul tema digitalizzazione nel PNRR. Il paese, il sistema logistico e portuale non si può permettere di non cogliere questa opportunità per migliorare fluidificando la logistica e creando competitività.

Queste risorse sono pubbliche, quindi la gestione non può che essere pubblica. Creare sistemi integrati a partire dagli esistenti implementandoli, il cui governo non può che essere nelle mani dello stato, súper partes, per ricevere adesioni e dati anche dai soggetti privati. Inoltre, vi è un tema delicatissimo che è rappresentato dalla security. Controllare il flusso logistico, merci e persone diventa strategico in ottica di difesa del sistema-Paese e di lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo.

Si avverte pertanto l’esigenza di accelerare le decisioni politiche, di governo. In questa fase la ex UIRnet sembra bloccata, senza idee, in attesa degli eventi. Non si riunisce da mesi la Cabina di Regia di UIRnet, dopo un avvio scoppiettante, con le dimissioni di Zeno D’Agostino passato ad altro incarico, tutto si è spento.

Si è fatto un cambio dello statuto e di nome, pensiamo in accordo con il ministero, e nulla è accaduto rispetto alle cose annunciate. In più, la gestione della società presenta incongruenze. Ne solleviamo solo una, ma emblematica: Matteo Gasparato da tempo è presidente dell’Interporto di Verona, Quadrante Europa, quindi socio di UIRnet, contemporaneamente presidente di UIR, l’associazione italiana degli interporti, interporti privati che detengono la maggioranza delle quote sempre di UIRnet, fa parte del Consiglio di amministrazione di UIRnet e contemporaneamente dirigente dipendente e direttore di alcuni servizi di UIRnet.

Forse anche per queste ragioni nel PNRR si chiede un maggior controllo pubblico!