Lavoro Porti

Dl Milleproroghe, approvati i sostegni su lavoro e ricambio generazionale nei porti

I deputati PD Gariglio e Romano: “Ottimo primo passo, a cui faremo seguire altri passi”. Filt Cgil, Uiltrasporti e Assoporti: “Soddisfatti”. Paita (IV): “Risposta importante”

Roma – Dopo la reazione suscitata dalla notizia che la Ragioneria dello Stato aveva bloccano gli emendamenti riguardanti il settore portuale e la conseguente minaccia di sciopero dei sindacati, il MIMS è intervenuto mettendo maggiore convinzione nella propria azione.

Almeno l’art.10 (nella foto) – riguardante il sostegno al lavoro portuale degli art.17, colpito dal calo delle giornate, e il sostegno al fondo nazionale riferito ad incentivare pensionamento per art.16 e art.18 – ha trovato una prima importante risposta.

“L’impegno del Partito Democratico per l’estensione delle tutele per i lavoratori delle imprese portuali colpite dalla contrazione dei traffici per l’emergenza Covid ha prodotto  risultati concreti”, hanno confermato Davide Gariglio e Andrea Romano, deputati PD componenti della Commissione Trasporti della Camera, commentando l’approvazione questa notte in Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento al DL Milleproroghe che dispone l’estensione al giugno 2022 dei sostegni per i lavoratori portuali insieme ad un primo stanziamento per la creazione di un fondo per il pensionamento anticipato.

“Nel corso degli ultimi mesi abbiamo più volte richiamato il Governo a fare tutto il possibile per sostenere i lavoratori delle imprese portuali colpite dall’emergenza Covid, provvedendo anche ad avviare il percorso che dovrà condurre alla protezione dei lavori maggiormente usuranti sulle banchine portuali. Andava in questa direzione l’Ordine del Giorno presentato dal PD alla Legge di Bilancio 2021, che è stato tradotto nell’emendamento approvato questa notte e che modificherà il Decreto Milleproroghe anche con l’avvio di un fondo di accompagnamento all’esodo per i lavoratori portuali. Un ottimo primo passo, a cui faremo seguire altri passi per il ricambio generazionale dei profili professionali del settore da svolgere insieme al Ministero del Lavoro e al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture”, concludono Gariglio e Romano.

A stretto giro, le reazioni del sindacato. “Le nostre pressioni a sostegno delle giuste cause per i lavoratori portuali hanno prodotto un primo importante risultato”, ha affermato il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo in merito all’approvazione questa notte in Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento al Decreto Legge Milleproroghe sui ristori ed il fondo di accompagno all’esodo per i lavoratori portuali, aggiungendo che “siamo soddisfatti per la riformulazione dell’emendamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha riconosciuto l’importanza delle nostre rivendicazioni recuperando la bocciatura di dicembre scorso”.

Secondo il segretario nazionale della Filt Cgil, “è un primo importante passo in avanti a favore dei lavoratori portuali per la realizzazione ed il sostegno delle misure di incentivazione all’esodo al fine di favorire tutte quelle azioni utili a governare le dinamiche ed i processi dei servizi e delle operazioni portuali. Ora – conclude Colombo – guardiamo avanti e puntiamo al riconoscimento di queste attività tra i lavori usuranti per rafforzare l’intero ciclo delle tutele previdenziali affinché gli organici dei porti possano avere un fisiologico ricambio generazionale”.

“L’ok in Commissione Bilancio della Camera all’emendamento, da noi fortemente voluto per finanziare il fondo di accompagno all’esodo dei lavoratori portuali, è un passo sicuramente positivo che riguarda le esigenze della portualità dei prossimi anni”, ha dichiarato il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, dopo l’approvazione in Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento al Dl Milleproroghe riguardanti i lavoratori portuali.

“Finalmente – ha proseguito – tutti i lavoratori dei porti italiani, siano essi dipendenti delle imprese e terminal ex art. 16 e 18 della L.84/94 o delle Autorità di Sistema Portuale, avranno pari dignità ai lavoratori dell’art.17 per i quali era già prevista questa misura”.

Tarlazzi ha ricordato che “Uiltrasporti ha sempre sostenuto l’introduzione di un meccanismo che consentisse il ricambio generazionale nelle banchine in considerazione delle caratteristiche usuranti del lavoro portuale e in vista dei processi di automazione che interesseranno sempre più il settore. Ora è fondamentale dare avvio a questo strumento congiuntamente al “piano dell’organico porto” per far fronte alle sfide che ci attendono”.

“Vigileremo ora sull’iter di approvazione di questa norma fondamentale per l’intera portualità e continueremo a lavorare per dare attuazione a tutte quelle norme necessarie ai porti e rimaste inattuate ed incomplete”, conclude Tarlazzi.

Il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri si unisce al coro: “L’attività portata avanti da Assoporti, grazie all’impegno delle AdSP, e da tutto il cluster portuale tesa al miglioramento di alcuni aspetti del lavoro portuale ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato che aiuta a garantire anche la tenuta sociale del comparto in una fase di trasformazione a 360°. Fondamentale sarebbe anche un’integrazione ad hoc al provvedimento per il sostegno delle vittime dell’amianto,”. 

Anche Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, si è dichiarata soddisfatta del risultato: “Grazie alla riformulazione del governo chi lavora nei porti italiani potrà contare, anche per il 2022, sul supporto dello Stato per superare il grave momento di difficoltà dovuto alla pandemia”, ha detto. “Si tratta di due provvedimenti che danno una risposta importante alle necessità dei porti italiani, da noi auspicato con la presentazione di un emendamento che andava nella stessa direzione”, ha ricordato. 

Tuttavia, restano aperti altri punti sui quali si auspica azione e determinazione da parte del MIMS. Uno su tutti riguarda il supporto alle Autorità di Sistema Portuale nei risarcimenti alle vittime di amianto, vicenda che può risultare esplosiva per i bilanci delle AdSP.