Shipping e Logistica

DL Semplificazioni: nomina presidenti di AdSP, la “manina nera” ha colpito ancora / Il caso

La “manina nera” ha colpito ancora. Il testo definitivo del Decreto Semplificazioni, finito questa mattina sul tavolo del Consiglio dei Ministri (Cdm), mantiene intatta la modifica dell’art. 8 della legge 84/94: per intenderci, quella che riguarda la nomina dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale (AdSP). Il caso è stato sollevato nei giorni scorsi da ShipMag che ha ravvisato in questa decisione una grave anomalia visto che la modifica, inserita in extremis all’interno dell’articolo 36 bis del DL, elimina di fatto il preventivo parere delle commissioni parlamentari di Camera e Senato nel processo di nomina dei presidenti delle AdSP.

Il DL prevede infatti che basta la parola, una ‘mera comunicazione’, alle “competenti commissioni parlamentari” per procedere alla nomina. ShipMag si è interrogato sull’utilità di questa modifica, denunciando che si trattasse di un chiaro tentativo di sottrarre alla politica e alle istituzioni la vigilanza sui porti. Un tentativo che doveva essere bloccato subito. Così non è stato. Peccato perché la nostra denuncia, paradossalmente, non è stata raccolta dall’opposizione bensì da esponenti di spicco della maggioranza di governo. “E’ necessario ribadire che tutto il Partito Democratico si opporrà con fermezza a qualsiasi ipotesi di esclusione del Parlamento sulla corretta gestione delle Autorità portuali”, ha dichiarato Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti di Montecitorio, a stretto giro dalla nostra denuncia.

Anche Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Commissione Trasporti alla Camera, è intervenuta sulla vicenda: “La norma del Dl Semplificazioni che, rispetto alla nomina delle Asdp, prevede la mera comunicazione del governo e non più il parere preventivo delle Camere, rappresenta un grave vulnus del ruolo del Parlamento in un settore strategico della logistica e dell’economia italiana”. “Per questo ho chiesto alla ministra De Micheli, che si è resa disponibile, di modificare questa norma restituendo alle commissioni parlamentari la funzione di controllo che a esse spetta. Ci auguriamo che il governo scelga il buon senso”, ha concluso Paita.

Purtroppo, a quanto pare, la ministra ha optato, di concerto con il governo, per il ‘no sense”. Ma questo ormai ci sorprende poco visto che sono ormai 6 lunedì che De Micheli ha annunciato come imminente la nomina del presidente del porto di Gioia Tauro, ormai vacante da più di 4 anni. “Ho il nome da febbraio”, aveva detto. E ora il problema è il parere delle commissioni parlamentari? ShipMag ribadisce che quel passaggio, previsto dalla legge, dava forza ai presidenti: la loro nomina assumeva così una valenza nazionale. Speravamo che il Parlamento cancellasse questa disposizione e non si facesse umiliare con la “mera comunicazione”. Ci siamo sbagliati, ma ci sono ancora margini per correggere il tiro in corsa. Speriamo che questa volta la ministra e il governo scelgano il buon senso!