Energia e Ambiente

Ets, gli armatori europei: “Serve più equilibrio tra decisioni dell’Imo e dell’Ue”

Sotiris Raptis: “C’è bisogno di un settore finanziario più forte per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”

Londra – L’Europa dovrebbe favorire la creazione di un forte settore finanziario dello shipping affinché il settore possa muoversi più velocemente verso la transizione “verde”: lo ha detto il segretario generale dell’Associazione delle associazioni europee degli armatori (Ecsa) Sotiris Raptis, intervenendo di recente alla conferenza de l’Economist sulla “sostenibilità nell’Europa sud-orientale e nel Mediterraneo“.

Secondo le stime della società di consulenza e ricerca marittima Drewry, le navi che utilizzano i porti europei saranno gravate da un peso di 3,6 miliardi di dollari per compensare le emissioni di anidride carbonica a partire dal prossimo anno, a causa delle regole che l’Europa introdurrà per ridurre le conseguenze del cambiamento climatico. Si tratta del sistema Emissions Trading System (Ets) rivolto alle navi da oltre 5.000 tonnellate di stazza lorda.

Non è un caso che Sotiris Raptis abbia sottolineato, durante la conferenza, che “anche armatori noi vogliamo partecipare a questo sforzo collettivo di transizione. Ma vogliamo sapere se saremo messi davvero in condizione di utilizzare carburanti puliti per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ci chiede. Crediamo che ci dovrebbe essere maggiore equilibrio tra le decisioni dell’Ue e dell’Imo”.

Le regole Ets

In base alle disposizioni del regolamento, le navi che entrano ed escono dai porti dell’Ue dovranno pagare per l’inquinamento che provocano a causa dell’anidride carbonica emessa dal carburante che utilizzano. Ogni compagnia armatrice sarà obbligata ad “acquistare”, quindi a farsi carico finanziariamente di tre tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di carburante emessa da ognuna delle sue navi. L’Emissions Trading System prevede la progressiva integrazione delle navi delle compagnie con il 40% delle loro emissioni a partire dal 2024, il 70% nel 2026 e il 100% dal 2027 in poi. Le emissioni di CH4 (metano) e N2O (ossido di azoto) saranno coperte solo a partire dal 2026.

L’associazione degli armatori greci ha calcolato che una nave passeggeri sulla rotta Pireo-Heraklion che consuma circa 40 tonnellate di carburante per tratta, ogni anno, costerà alla compagnia 1.700.000 euro. Con l’implementazione dell’Emissions Trading System al 100%, a partire dal 2027, questo costo salirà a 4.300.000 euro per ogni nave. Si stima che l’attuazione del regolamento obbligherà ad aumentare i prezzi dei biglietti dal 5% nel 2024 al 30% nel 2026, il che dovrebbe portare a un forte calo della domanda di servizi.