Interviste

Duci: “Armatori, agenti marittimi e broker unitevi. L’esempio è il modello tedesco” / La video intervista

“La rappresentatività del settore navale deve cambiare, è il caso di iniziare a fare una discussione a più ampio spettro. Che guardi al modello tedesco dove armatori, agenti marittimi e broker sono riuniti in un’unica grande associazione (…). Si può e si deve guardare in prospettiva in questa direzione anche nel nostro Paese (…)”.

E’ durante la “prima” video-intervista di ShipMag che Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti e managing director di ESA Group, decide di annunciare al cluster la sua proposta per provare a sanare le ferite che ancora oggi lacerano l’associazionismo del mondo marittimo-portuale. Quello sulla crisi dei “corpi intermedi” è solo uno dei tanti passaggi significativi dell’intervista. Duci affronta a viso aperto tutti gli argomenti sensibili che oggi toccano da vicino l’industria del mare.

“Il sistema marittimo portuale italiano non rientra tra le priorità del governo, anzi sembra quasi non rientri nel suo quadro ottico”, denuncia Duci che punta l’indice contro gli ultimi decreti, Rilancio e Semplificazioni, che hanno portato in dote poche risorse per i porti e addirittura nulla per l’armamento. “L’ultima beffa è stata la cancellazione dei 35 milioni per gli sgravi contributivi al cabotaggio”, dice. Altro capitolo spinoso, le crociere: “Il lavoro prodotto dal tavolo voluto dal MIT è stato egregio perché associazioni armatoriali, agenti marittimi, Capitaneria di porto e compagnie cruise hanno collaborato insieme sul protocollo della sicurezza a bordo delle navi per far ripartire le crociere. Tuttavia, oggi abbiamo il ministro della Salute che non lo approva e le crociere non ripartono”.

L’affondo: “Il nostro Paese si deve dimostrare cruise friendly prima di altri paesi, perché possiamo diventare un modello da seguire a livello mondiale. In questo momento però, la politica italiana non si sta comportando da leader di questo settore”. Duci ha proseguito parlando del futuro della professione dei marittimi e ha lanciato un “appello” al governo affinché il governo italiano firmi l’accordo sottoscritto qualche giorno fa da 13 Paesi a vocazione marittima per facilitare i cambi equipaggio.

(Video realizzato da Riccardo Molinari)

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