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Due casi di Omicron rilevati, a Tianjin tampone obbligatorio per 14 milioni di residenti

Tianjin era stata la prima città cinese a registrare un caso di Omicron un mese fa, ma in quel caso si trattava di un contagio importato

Tianjin – Le autorità della città cinese di Tianjin hanno deciso di effettuare test di massa per i suoi quasi 14 milioni di abitanti dopo aver rilevato almeno due infezioni locali della variante Omicron del Covid-19. I due casi, secondo quanto riportato dai media locali, sono correlati agli ultimi 20 contagi locali rilevati in città, tutti nello stesso distretto.

Tianjin era stata la prima città cinese a registrare un caso di Omicron un mese fa, ma in quel caso si trattava di un contagio importato, ovvero diagnosticato ad un viaggiatore proveniente dall’estero. La città, situata a circa 100 chilometri di distanza da Pechino, ha confinato 29 quartieri residenziali, chiuso due linee della metropolitana e cancellato almeno 144 voli all’aeroporto di Binhai.

La pericolosità di Omicron
“Omicron è il virus respiratorio più contagioso mai visto nella storia. Se pensiamo di affrontarlo con metodi e regolamenti del 2020 condanneremo il Paese ad un lockdown di fatto. In Gran Bretagna l’hanno capito, Omicron è come un’influenza e si arriverà ad una sorta di immunità di gregge. Ogni anno a gennaio gli ospedali si riempiono. Certo, per chi non si è vaccinato la malattia grave è ancora una realtà. E quest’ondata farà danni”: lo ha detto l’infettivologo Matteo Bassetti al Secolo XIX.
“La crescita c’è ma è lineare, non esponenziale come quella dei contagi. Chi fa questo lavoro da vent’anni come me, non può stupirsi: andate a vedere i giornali di gennaio del 2018, 2017, cosa troverete? Ospedali in tilt. Perché il periodo è quello delle influenze e delle malattie respiratorie. In Liguria, poi, abbiamo il carico di una popolazione più anziana. E su tutto questo si somma il tamponificio, che è deleterio”.