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Embargo, ma non per tutti: il petrolio russo continua ad arrivare in Grecia, Paesi Bassi, Spagna e Slovenia

In Slovenia, Paesi Bassi e Spagna, le petroliere con greggio russo sono arrivate direttamente nei porti, in Grecia nel mare territoriale

Londra – L’esportazione di greggio verso i paesi dell’Unione Europea dai porti russi situati sul Mar Nero, a gennaio, ha registrato un aumento rispetto al mese precedente del 25% ed è arrivata a 1,274 milioni di tonnellate, nonostante l’embargo petrolifero entrato in vigore a dicembre. Lo sottolinea la stampa specializzata.

Il petrolio russo è stato trasportato in quattro paesi dell’UE: Grecia (961,1 mila tonnellate, pari al 75% del volume totale), Spagna (159,1 mila tonnellate), Paesi Bassi (103,6 mila tonnellate) e Slovenia (50,3 mila tonnellate).

In Slovenia, Paesi Bassi e Spagna, le petroliere con greggio russo sono arrivate direttamente nei porti, in Grecia all’ancoraggio nel mare territoriale.

Delle 12 navi cisterna che hanno trasportato petrolio greggio russo verso i paesi dell’UE a gennaio, 8 erano di proprietà e/o gestite da società registrate in Grecia, Danimarca e Cipro, le restanti 4 da società registrate in Turchia, Isole Marshall o riconducibili a “Sovcomflot” e registrate a Dubai.

Nel dicembre 2022, l’esportazione di greggio verso i paesi dell’UE dai porti russi del Mar Nero e del Mare d’Azov era diminuita di appena il 4,5% rispetto a novembre, a 1,019 milioni di tonnellate. “Il principale fattore alla base di questa riduzione insignificante è stata la violazione del regime di embargo da parte di Grecia, Spagna e Italia”, secondo Black Sea News.